Press "Enter" to skip to content

ZENO SALIMBENE E LA VERITÀ ESTATICA DELLA POESIA

-Le interviste di Nextdoorpost-

“Quando leggi una grande poesia senti immediatamente nel tuo cuore, nelle tue budella, che c’è una profonda inerente verità. Una verità estatica”

Questo era quello che diceva Werner Herzog, grande regista contemporaneo, paragonando la poesia alla verità.

Ed è quello che capita spesso, quando ci ci si imbatte nelle poesie di Zeno Salimbene, giovane poeta capenate, vincitore del grande slam, all’ “Angolo di Amelie” Di Monterotondo .
Noi di nextdoorpost lo abbiamo incontrato.
tra voli pindarici e proposizioni enunciative, con la sua voce di velluto, ci ha raccontato cosa fa la poesia; cosa fa a chi la scrive, cosa fa a chi l’ascolta.

Zeno raccontaci come hai partecipato a questo contest.

“Il grande Slam si è tenuto all’ Angolo di Amelie: premetto che io sono stato contattato solo tre ore prima da Alice del Bohemian cafè.
Ero appena tornato da una manifestazione, ero stanco morto.
Sono stato accolto da una serie di artisti e poeti. Il torneo si è svolto in un’atmosfera molto intima, molto amichevole. È una sorta di gara in versi, come la chiamo io, perché la tipologia del contest proviene dalla lontana America, dove originariamente i versi venivano improvvisati.
All’angolo di Amelie ogni poeta portava 5 o 6 opere scelte e gareggiava contro un’altro autore, selezionato casualmente. La giuria era composta dal pubblico.
Io ero il più giovane”.

Parlaci del tuo stile. La tua forza è nella tua spontaneità.

“In quel contesto la differenza tra me e gli altri autori si intuiva proprio dallo stile, il mio più irrequieto e meno conforme alle regole rispetto a quello degli altri.
Sono arrivato ed ho iniziato a declamare i miei versi. Anche questo è stato un elemento cardine nella valutazione finale della giuria: nessuno si era mai presentato così.
Per me la forma del verso, sin dall’antica Grecia, è intrisa di misticismo e di completezza. Attraverso la poesia, come arte diretta, si sono rispecchiate le grandi rivoluzioni.
Quando nell’ottocento i miei carissimi “antenati”, i decadenti, hanno rotto con le regole statiche della poesia, la rima baciata, la metrica stretta, ne hanno svincolato la funzione. Il messaggio è diventato incredibilmente diretto.
Oggi la poesia contemporanea è ancora in fase di levigazione, non sta attraversando un momento di crisi. Magari si arriverà ad un punto in cui la poesia sarà un punto su un foglio, ma sarà ancora pregna dello stesso significato”.

Cos’è che non ti piace della poesia?

“Il binomio poesia/sentimentalismo. L’idea che per scrivere una poesia debba utilizzare un lessico particolarmente aulico o una forma troppo sentimentale.
Sono contro la mercificazione della poesia, quel tipo di formula che esalta la forma e svilisce il contenuto.
Io sono uno che scrive per necessità, per me scrivere è come respirare: pensare che io debba levigare un verso per renderlo digeribile per un pubblico mi distrugge.
La poesia non deve essere digeribile, deve essere libera.
Certo anche io scrivo in metrica, ma solo quando ne sento il bisogno. Per il resto, se trovo che un verso sia più congeniale rispetto ad un’altro; non mi importa se è un iperbato o un’anastrofe.
Per il resto io vario molto nella forma le mie poesie: ce ne sono alcune che io chiamo semi-prose, altre versi sciolti”.

Questo è Zeno Salimbene, poeta capenate di nemmeno vent’anni.
Una forza della natura. Determinato, coerente e decisamente “centrato” per la sua età (e per essere un Bohémien).
Zeno è un poeta ma è anche altri mille mondi: un attivista politico, un entusiasta e, a suo modo, un rivoluzionario ed un ragazzo di cultura.
Concludiamo questa intervista con un augurio e un proposito per l’anno a venire, visto che quello che sta tramontando non è stato proprio il massimo ed il genere umano non ha fatto una bella figura al cospetto di se stesso negli ultimi mesi.
Auguriamoci davvero che, almeno per qualche minuto nella nostra vita, noi tutto si possa essere come Zeno. Magari non poeti di penna come lui. Ma poeti di passi si, capaci di scrivere versi impressi nei gesti e nella bellezza con cui incidere i fogli bianchi di ogni giorno. Perché esserlo significherebbe trovare quel significato profondo capace di farci essere, non solo esistere.

https://instagram.com/zeno.salimbene?igshid=YmMyMTA2M2Y=

Be First to Comment

Commenta l'articolo:

NextDoorPost.it - Capena & Hinterland