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Terremoto, boato, sinkholes dove eravamo rimasti?

Nell’ultimo aggiornamento che vi avevamo dato, l’ISPRA congiuntamente al CNR-IGAG e alla presenza dei tecnici del Comune di Capena avevano effettuato i sopralluoghi nell’area del Lago Puzzo, a quelli ne sono seguiti altri per indagini geochimiche, al fine di individuare l’eventuale presenza di emissioni di gas localizzata nei pressi del lago, contemporaneamente il gruppo dei sismologi dell’INGV esperti dei dati satellitari ha iniziato l’analisi dei dati acquisiti.

Il 20 ottobre 2020 il comune ha formalizzato quindi un gruppo di lavoro interistituzionale, formato da rappresentanti degli Enti sopra riportati, Roma Città Metropolitana e Comune di Capena. Quanto raccolto conferma che l’area presenta fenomeni di sinkholes che interessano la parte orientale su cui sorge Capena, episodi già noti in passato come testimoniano la formazione del lago Puzzo e del lago Nuovo di Leprignano formatosi proprio a seguito dei fenomeni di sinkholes.

Dalle analisi e dalle segnalazioni fatte dalla cittadinanza sembrerebbe che l’area maggiormente coinvolta sia quella compresa tra il Lago Puzzo, la ferrovia alta velocità e la zona dei Pastinacci una zona decisamente vasta dunque, per questo proseguiranno attività di monitoraggio, in particolare verrà fatta un’osservazione diretta, in caso venissero riferite deformazioni singolari o in evoluzione, si chiederanno anche i dati al Cosmo Skymed dell’agenzia spaziale italiana, poiché questi dati hanno una maggior risoluzione. Continueranno le analisi geofisiche e geochimiche e qualora si trovasse possibilità di finanziamento si proseguirà anche con l’ installazione di una rete GPS.

Cronaca del 1857 riportata da Ponzi

Il giorno 28 del passato ottobre, il sole all’occaso, alcuni contadini di Leprignano, consumata la giornata in opere campestri sulla spianata del Lago puzzo, erano nel momento di tralasciare il lavoro quando si accorsero che un’area circolare della grandezza di un suolo d’aja erasi tutt’all’intorno distaccata, e per gradi si veniva abbassando, sotto il livello del suolo circostante. Tale movimento veniva accompagnato da certi sotterranei fragori e sordi muggiti per i quali le bestie istesse presero la fuga e gli uomini furono colpiti di meraviglia e spavento. Crescendo lo strepito a poco a poco si fecero distinguere violente e successive denotazioni seguite da rombo simili ad esplosione di grosse artiglierie di modo che incalzando la costernazione i contadini presero il partito di allontanarsi e restituirsi alle proprie dimore. Risalita la strada di Leprignano su una contigua collina, a circa un quarto di miglio di distanza, il fracasso aumento a segno, che rivolti al luogo abbandonato videro la terra distaccata depressa e fatta in brani saltare in aria mista ad acqua e a denso fumo nero che spinto da vento di settentrione ingombrò tutto il piano. La scena spaventevole venne finalmente celata dalle tenebre sempre crescenti ne però ebbe fine lo scompiglio, avvegna chè la gagliardia dell’azione crescena e alla relazione di un pastore condannato a passarvi dappresso la notte verso le sette della sera l’eruzione giunge al massimo e l’aria veniva assordata da uno strepitio infernale. All’indomani tornati gli agricoltori vi rinvennero aperta una voragine a pareti verticali quasi riempita d’acqua su cui galleggiava una spuma biancastra e il suolo d’intorno pieno di umidità e di sassi. Secondo il loro detto questi tramandavano un puzzo graveolente di zolfo.

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