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Sardine in mobilitazione a San Giovanni

Appuntamento alle ore 15 nella storica piazza romana.

É arrivato il giorno tanto atteso, pubblicizzato, discusso.

Oggi piazza San Giovanni si riempirà di colori e voci, testimonianze e canti. C’è un’Italia che non si arrende al becero populismo dilagante e tra poche ore la vedremo dare sfoggio di sé sotto il tiepido cielo romano.

Molto si è detto su questo movimento nato poco più di un mese fa a Bologna: inconcludente per alcuni, manovrato secondo altri. In realtà bisognerebbe prenderlo per quello che è realmente: una forte voglia di testimoniare che esiste un’ Italia diversa. Una nazione che ancora oggi ha memoria del passato, dell’orrore del fascismo e di ciò he ha comportato. Perché questo movimento, caratterizzato da mille sfaccettature, una caratteristica predominante ce l’ha ed è bene ricordarla: l’antifascismo. È contrario al fascismo in ogni sua forma e declinazione. In ogni sua contestualizzazione storica.

E si mangino pure le mani la miriade di analfabeti funzionali che ogni giorno cercano un uomo forte al potere, una figura autoritaria a cui sottomettersi, solo per il gusto di avere a loro volta qualcuno di più debole da vessare. Se le mangino le mani, perché è proprio a causa loro ( o grazie a loro) che le coscienze più critiche si stanno risvegliando, trovando di nuovo la voglia di dire “basta” a queste derive disumane. Le sardine sono multiculturali, parlano di una società basata sull’inclusione e sull rispetto delle diversità e non è poco, visto il clima di sospetto, paura e chiusura che ci propina ogni giorno la destra salviniana o di Giorgia Meloni.

Finché respireremo quest’aria di razzismo, intolleranza e omologazione, ben vengano le sardine che ci riportano in piazza a cantare “Bella Ciao”.

Con buona pace dei detrattori che forse, di piazze così colorate, non ne hanno mai avute.

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