Press "Enter" to skip to content

Parte la rivolta dei TIR: ” se ci fermiamo noi si ferma l’Italia”

Parte dal Sud Italia la rivolta degli autotrasportatori: domenica sera i primi camion fermi tra Catania e Messina, poi raggiungono Puglia e Calabria ma sta salendo e velocemente il grido di chi non si è mai fermato, di chi ha sempre continuato a correre soprattutto con l’emergenza sanitaria. Il maggior trasporto nel nostro paese avviene su gomma, i bisonti lungo l’asse del paese corrono notte e giorno, facendo arrivare ad ogni azienda e in ogni casa tutto quello che serve, i blocchi degli autotrasportatori rischiano di paralizzare la grande distribuzione.

Definiti eroi durante la pandemia, hanno unito il paese e dato risposte come fanno quotidianamente, questo è il loro lavoro, il loro impegno, la loro normalità, oggi si sentono completamente dimenticati e non tutelati dal governo centrale, la rabbia e l’amarezza è unanime da nord a sud, loro la distanza e la differenza tra regioni non la vivono è un’unica voce quella che arriva, unica la protesta.

Abbiamo chiesto a Damiano D’Innocenti 27 anni, un giovane del settore che ha iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia subito dopo la maturità, da allora si occupa di logistica, in particolare dei costi e degli spostamenti di tutti i mezzi impiegati nella ditta: “In Europa ci invitano ai meeting per incentivare le aziende e scegliere la strada dell’energia pulita e a basso impatto ambientale per mitigare le emissioni di CO2 , il nostro gruppo ha investito moltissimo in mezzi a gas naturale che però ad oggi ha costi insostenibili triplicando appunto il costo alla pompa. Basti pensare che a Giugno del 2021 un pieno ci veniva a costare circa €300 , oggi siamo arrivati a pagare un pieno fino a 1100€ , costringendoci a fermare i mezzi e riprendere quelli a gasolio , anche questo in ogni caso con prezzi alle stelle che nell’ultimo anno è aumentato del 30%.
Tutto è aumentato ed anche se le committenze hanno cercato di rispondere alle nostre esigenze non sono assolutamente sufficienti, inoltre questi aumenti andranno a ricadere sui consumatori, penso quindi sia giunto il momento che il governo si faccia carico di questo problema prima che diventi esplosivo, noi siamo pronti a fare la nostra parte e offrire la nostra forza lavoro come sempre ora si facciano avanti anche loro”

Be First to Comment

    Commenta l'articolo: