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Mitraismo e Cristianesimo: dubbi millenari tra suggestioni e realtà.

Provate ad immaginare se quello che ci hanno raccontato e ci raccontano da millenni in realtà non fosse proprio così.

E provate ad immaginare se questi dubbi riguardassero la religione più diffusa al mondo, il cristianesimo.

Le fonti storiche riportano di un periodo, dal I al IV secolo d.C., in cui nell’impero Romano c’erano due religioni parallele; oltre ai cristiani infatti c’erano i seguaci del Mitraismo, la cui diffusione nell’area del Mediterraneo orientale avviene intorno al II – I secolo a.C. , proveniente dalle zone indù dove comparve intorno al 1200 a.C.

Al centro di entrambe le religioni ci sono le figure di Gesù da una parte e Mitra dall’altra; ma le similitudini tra queste due figure sono impressionanti.

Alla domanda: “Qual è il Dio che, nato in una grotta d’Oriente, muore a 33 anni, ascende al cielo per risorgere a vita eterna, creando un culto che si diffonderà nella Roma imperiale?” tutti risponderemmo Gesù Cristo, ma la risposta giusta può essere anche Mitra; il cristianesimo infatti riprende molto dal mitraismo, le cui testimonianze sono ancora ben visibili in Italia e non solo.

Anche l’idea che l’uomo-dio debba nascere da una vergine è stata “copiata” dal Mitraismo, che fa nascere Mithra dalla vergine Anahita, miracolosamente fecondata dal dio Ariman.

Il centro del culto e il luogo di incontro dei seguaci era il Mitreo, cavità naturale adattata, di preferenza già utilizzata da precedenti culti religiosi locali, oppure un edificio artificiale che imitava una caverna, nella quale c’era l’altare.

A Roma troviamo mitrei a Santa Prisca,  sotto Palazzo Barberini, al Circo Massimo, alle Terme di Caracalla, nella Necropoli Vaticana e sulla Cassia; in queste chiese sotterranee si svolgevano i riti che scandivano la fede e che, solo elencarli, sembra di descrivere l’odierno cattolicesimo: il battesimo, il pasto sacro in comunione (pane, acqua e vino) a ricordo dell’ ultima cena di Mithra prima di salire al cielo con il carro del sole.

Nella gerarchia dei patres che gestivano un Mitreo, uno solo era il Padre dei Padri che, abbreviato, in alcune lapidi, appare come Pa.Pa., quando i cristiani non avevano ancora papi ma solo vescovi, sebbene quello di Roma, vari secoli dopo Cristo, rivendicò un il primato derivato dal prestigio della sede imperiale, con il nome proprio di Papa.

L’inizio del IV secolo segnò anche l’inizio del declino del mitraismo: la diffusione del Cristianesimo all’interno dell’Impero, sostenuta dal favore di Costantino verso la nuova religione, fece la sua parte.

Il regno dell’imperatore Giuliano, che cercò di restaurare il culto e di limitare l’avanzata della religione cristiana rinnovò le speranze dei seguaci di Mitra, ma il decreto stilato da Teodosio nel 391 che vietava qualsiasi culto non cristiano, sancì definitivamente la fine del mitraismo.

Billy Castle

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