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L’uomo della folla

-La narrativa del mercoledì sera-

A furia di guardare le cose da lontano prima o poi finisci con avere l’impressione che non esistano. 

E che tu stia galleggiando al di sopra di un abisso vuoto. 

Per questo a volte ho bisogno di sapere che il mondo ci sia ancora e che sia sempre lì, dove l’ho lasciato. 

Immutato e immutabile. 

Così sono uscito e sono andato a farmi un giro. 

Ho camminato per ore. 

Quando ci ripenso mi sembra che sia appena successo o che siano passati giorni o anni. Forse millenni… 

il passato è una ridondanza di ciò che definiamo “presente”. 

In fondo era una notte come tante, di quelle accovacciate con gli occhi tristi. 

E guardava la gente per strada come si guarda un mucchio di incubi nel dormiveglia. 

Un bar vomitava sangue di neon davanti all’entrata. 

La notte è il rigurgito della luce del giorno. 

“Due whiskey, per favore”. 

I bar di periferia hanno la sofferenza di un parco giochi abbandonato. 

E le persone ci entrano vestite da clown, per avere un palcoscenico in cui essere se stesse. 

“Eccoli” 

la cameriera con gli occhi verdi prese i soldi e rimase un attimo a guardare. 

“Il solito alcolizzato che non può aspettare” 

Glielo lessi negli occhi. 

Chissà perche è cosi facile intuire la cattiveria nello sguardo della gente. 

Non che me ne fregasse qualcosa, ma a me piace sorprendere gli altri, cosi uno lo feci scivolare piano, dall’altra parte del tavolino. 

“Ah…aspetti qualcuno” disse, come pensando tra sé e sé. 

“Certo. Aspetto il diavolo”. 

Quella fece finta di niente e sgattaiolò dietro al bancone. 

Si sa: il mondo è pieno di matti. 

Ma di tanto in tanto, tra un bicchiere di birra e un sorriso, lanciava un’occhiata dalla mia parte, per vedere se fosse arrivato il mio ospite, con quella curiosità morbosa che hanno solo coloro che non credono in nulla ma che sotto sotto vogliono veder spuntare dio o il demonio da un angolo della loro vita.

“Ah eccoti qui, finalmente. Sono ore che ti sto aspettando. O giorni… forse millenni” 

disse con quel tono solenne e scherzoso che si porta dietro da quando è venuto al mondo. Toccò il bicchiere con un dito e l’unghia tintinnò sul vetro. 

“Vuoi corrompermi con un whiskey?” 

Fa sempre cosi: crede che tutto sia uno scambio di astuzie, un reciproco tentativo di fregarsi a vicenda. 

“Aspetta: lasciami indovinare…” 

quando il diavolo ti guarda negli occhi devi pensare ad altro. 

“Tu vuoi un altro segreto” 

aveva un sorriso sporco di malizia, una malizia pura e feroce al tempo stesso. 

Il diavolo ha la cattiveria di un bambino.

“Sai…” 

si guardò intorno, per un attimo, con l’aria di chi la sa lunga, come se quel bar fosse pieno di gente che conosceva. 

Il diavolo non si sente mai fuori posto. 

“Mi fate ridere voi altri, voi uomini con un Destino. Lodate Dio per avercelo, ma non riuscite a stare al gioco…non reggete la sensazione di eternità. In questo non siete diversi dal resto dei figli di Adamo: sempre alla ricerca di un termine ultimo, di  un punto da mettere in fondo a ogni pagina della vostra vita. 

E’ la fine di tutto a darvi un senso” 

La gente intorno a noi chiacchierava e rideva, contenta di esserci, li in quel momento. 

Contenta, in fondo, che tutto sarebbe finito. 

E, per la prima volta, guardai gli esseri umani come li guarda il demonio. 

“Cerchi la storia di tutte le storie. Quella che racchiuda ogni storia del mondo, la cui ultima parola sia l’ultima parola possibile”

Aspettò un momento, indeciso su come proseguire. 

Il diavolo è menzognero, ma ogni tanto gli piace ficcare un po’ di verità, tra un inganno e l’altro. 

È il suo modo di sentirsi Dio. 

“Sei stanco di aspettare, Clint. Ora è il tuo cuore a voler cercare qualcosa nel groviglio del mondo”. 

Uno scroscio di applausi e fischi, fuochi d’artificio in fondo alla sala. 

“Auguri!!!” 

Il diavolo si scosse, come se fosse stato assorto in qualcosa che lo riguardava personalmente. 

“E’ il compleanno di Mark” sussurrò 

e alzò il bicchiere:

“Buon compleanno Mark”. 

I suoi occhi avevano il colore del mosto. 

Quando guardi il diavolo negli occhi, a volte, riesci a vederci i tuoi. 

“Forse è tutto inutile…” proseguì lento 

“sei tu che vuoi dare un senso a ogni cosa”. 

Quando il diavolo vuole insinuare l’inaudito lo fa sempre con una certa nonchalance 

“Il destino c’è, ma non ha ragione di esserci. Danzate in tondo, Clint…

danzate in tondo nella sacra danza dei ciechi”.

Andrea Terzi

9 Comments

  1. Giacomo Giacomo 18 Novembre 2022

    Bell’articolo, profondo ed introspettivo.

  2. Sabina Mazzetta Sabina Mazzetta 18 Novembre 2022

    Un toccante dialogo con l’ alter ego che alberga in ognuno di noi . Un confronto con la nostra coscienza che ci ricorda che il passato e il futuro non esistono . Esiste solo il qui ed ora . Una racconto che offre molteplici spunti introspettivi .

  3. Caterina Caterina 18 Novembre 2022

    Solo poche righe…che inchiodano, accendono l’immaginazione e la voglia stessa di sapere..di leggere…l’inizio e la fine … Introspettivo e pieno di profondità… Complimenti

  4. Gianluca Gianluca 18 Novembre 2022

    Non sono solito commentare ma stavolta, devo.
    In un periodo come questo, in cui tutto sembra così superfluo, frasi come “il destino c’è, ma non ha ragione di esserci” oltre a lasciar intendere la personalità dell’autore, aprono la strada a nuove concezioni della realtà.
    Ora che ne sono stato catturato, ho bisogno di leggere questo Libro!

  5. Elisa Elisa 18 Novembre 2022

    Come se fossi nel bar ad osservare i movimenti e quello che accade intorno!
    Curiosa di leggere il prossimo testo 😁😁

  6. Irene Irene 19 Novembre 2022

    davvero complimenti, un’analisi lucida di un frammento di vita, bellissimo articolo

  7. Amalia Amalia 20 Novembre 2022

    Ho letto questo breve racconto con interesse, colpita dalla profondità e originalità dell’autore. Il suo libro, che ho poi interamente letto, è un inno al dialogo dell’anima con se stessa. Non posso che complimentarmi con questo giovane scrittore, augurandogli il successo che merita.

  8. keila keila 20 Novembre 2022

    Questo racconto mi ha toccata in modo particolare. Più si va avanti a leggere, più le parole coinvolgono a tal punto da lasciare delle immagini nella tua mente.
    L’articolo parla da sé: il talento dello scrittore è ineguagliabile.

  9. giorgia Improda giorgia Improda 23 Novembre 2022

    Non serve commentare questo articolo, parla da solo.
    profondo ed intimo, in una sola parola:emozionante

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