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L’educazione emozionale. Ho imparato ad ascoltare me stessa.

Ho imparato ad ascoltare i silenzi, a capire che molto spesso fanno più male di quel che non dicono.

Anche se credo che non servano a molto.

Che il dialogo è quasi sempre la scelta migliore.

Ho imparato che bisogna necessariamente rispettare i propri tempi, così come vanno rispettati quelli altrui.

Ho appreso che ognuno di noi reagisce a modo suo, com’è giusto che sia, e che le emozioni qui giocano un ruolo fondamentale.

Imparare a riconoscere l’emozione nel momento stesso in cui la si sta vivendo, non è affatto semplice, anzi, trovo sia una delle cose più difficili da apprendere.

Riconoscere quando si è arrabbiati, tristi, malinconici, felici, quando si ha paura, o si è sorpresi.

Ho imparato che a ogni domanda che ci poniamo, in realtà, la soluzione è già dentro di noi, dovremmo solo ascoltarci un po’ di più.

Facile a parole, direte voi.

Sì, molto facile comunicare tutto questo, ma sono pienamente convinta che a volte ciò che ci sembra impossibile, in realtà è più facile di quel che si pensi.

Ho constatato che stare da soli sì, serve, ma fino a un certo punto. Che se accanto hai una persona che ti vuole bene, si sta decisamente meglio.

E che la compagnia in alcuni momenti gioca un ruolo ben preciso. Anche se puoi sentirti solo in mezzo a mille e più persone.

E a tal proposito, ho capito che a volte è necessario prendersi del tempo per se stessi, per riflettere e, talvolta, per alleggerire i pensieri.

Allontanarsi, per poi tornare meglio di come ci eravamo lasciati.

Ornella Piergiovanni

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