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Il più grande calciatore di sempre.

É morto a sessant’anni Diego Armando Maradona.

Questo maledetto 2020 sembra non voglia saperne di cessare la stesura del suo racconto dell’orrore.

Nel pomeriggio di oggi, esattamente nello stesso giorno in cui, quattro anni fa, ci lasciava il suo amico Fidel Castro, si è spento Diego Armando Maradona.

Arresto cardiaco.
A sessant’anni.

È morto Maradona, davvero.
Roba da non credere.

Come può morire un immortale?

Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi.
Un artista vero.
Un genio.
Un uomo dai mille eccessi.

Maradona: “La mano de Dios” che stende l’Inghilterra nel mondiale dell’ 86.
Perché il popolo argentino ce lo aveva davvero un conto in sospeso con i maledettissimi inglesi.
Ed aveva davvero bisogno di un supereroe per andarsi a prendere una sacrosanta rivincita.
E quindi, sul serio, nessun goal fu più regolare di quello segnato di mano dal Pibe de Oro in quel torrido pomeriggio messicano.

El Diego non c’è più.
Il pittore capace di disegnare parabole impossibili su una tela verde smeraldo ora ci guarda dall’alto.

Adesso quel labile legame che avevamo col calcio di una volta, quello con le maglie senza nome, di lana, dalla uno alla undici, quello con gli arbitri vestiti di nero, gli stadi senza tornelli, quello con le partite in contemporanea e l’appuntamento con “novantesimo minuto” alle sei e dieci del pomeriggio di ogni maledetta domenica beh, si è definitivamente sfilacciato.

“Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci”.

Maradona il calcio lo intendeva così.

E queste parole, almeno queste, così cariche di romanticismo e nostalgia, non potrà portarcele via nessuno.

Che il 2020 se ne faccia una ragione!

Claudio Quaglia

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