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Il MOSE salva Venezia

Il Mose è un progetto a dir poco faraonico, nasce con l’intento di proteggere una delle città più belle e particolari nel mondo Venezia. In questi ultimi giorni sentiamo tanto parlare di quest’opera incredibile che sta proteggendo davvero la città, pensate che dallo scorso venerdì ha bloccato 135 pericolosissimi cm di acqua che avrebbero invaso ancora una volta il cuore della città, invece tutto ha perfettamente funzionato fermando le acque più pericolose.

Un po’ di storia La storia della costruzione di barriere a protezione della città parte dal lontano, precisamente nel novembre 1966 quando le acque raggiunsero l’altezza di 194 cm devastando buona parte della laguna, da allora si cominciò a ragionare su questo importante tema. Nel 1984 si scelse la soluzione di sviluppare un progetto con dighe a scomparsa ma solo nell’aprile del 2003 il comitato per la salvaguardia di Venezia vagliò il programma del Mose, il mese successivo il Primo Ministro, all’epoca Silvio Berlusconi, con una cerimonia simbolica inaugurò un cantiere che sarebbe dovuto terminare nel 2011 ma quella data non fu mai rispettata. Nel 2014 il Consorzio Venezia Nuova infatti venne coinvolto in uno scandalo per tangenti e corruzioni, furono arrestate ben 35 persone anche il ministro dell’Ambiente e delle Infrastrutture Altero Matteoli durante il governo Berlusconi e l’ex Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, ovviamente queste indagini hanno inevitabilmente fatto slittare ulteriormente la consegna dell’opera già spostata al 2016.

Come funziona Il MOSE anche se il nome richiama un noto personaggio biblico che ebbe la capacità di separare le acque del mar Rosso per far fuggire gli israeliti, nel caso specifico significa modulo a scomparsa elettromeccanico. L’opera è composta da 78 paratoie indipendenti disposte alle bocche di porto di Lido, di Malamocco e Chioggia , le barriere possono proteggere Venezia e la laguna da maree alte fino a 3 metri e da un innalzamento del livello del mare fino a 60 centimetri, per prossimi 100 anni dunque la città dovrebbe essere al sicuro.

Il Mose si alza quando si prevede un acqua superiore al metro e dieci, in quel momento all’interno delle paratoie viene immessa aria compressa per svuotarle dall’acqua che le tiene sul fondo, una volta espulsa l’acqua le paratoie emergono e isolano la laguna dal mare, quando la marea cala e torna il giusto livello le paratoie vengono di nuovo riempite di acqua . Da quando è entrato in funzione lo scorso ottobre è la sesta volta che il Mose si alza e ad oggi sembra dare ottimi risultati.

Con questa opera l’Italia è stata inserita tra i paesi membri del network internazionale di gestori di barriere mobili: I- STORM “International Network for Storm Surge Barrier Management” un network a cui partecipano Inghilterra, Italia, Olanda, Russia, Germania e Stati Uniti d’America con l’obiettivo di condividere le informazioni e le esperienze dei vari paesi che hanno barriere a difesa delle città.

mose archivio

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