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Il lato oscuro della ripresa: i rincari.

L’Italia è pronta a ripartire, ma a quale prezzo?

È vero, nessuno di noi vorrebbe mai vedere il nostro paese che arranca per uscire dalla crisi. Il Pil deve ricominciare a crescere, l’economia a girare e noi consumatori dobbiamo fare la nostra parte. Ma la ripresa economica ha un lato oscuro, che però non rimane nemmeno celato , ed è quello dei rincari. Come volevasi dimostrare quasi tutte le aziende e i piccoli commercianti si sono visti costretti ad aumentare i prezzi: alcuni solo per riuscire a ripartire, altri per un semplice aumento del costo dei prodotti, altri per fronteggiare qualche tassa prevista a settembre. Nello specifico oggi affronteremo il ramo dell’estetica e del fitness, uno dei più delicati in questa situazione, perché mettono davvero a rischio la curva dei contagi, in quanto in queste strutture non è possibile mantenere la distanza interpersonale. I centri estetici per esempio hanno regole ferree: autocertificazioni sul contagio e sugli eventuali contatti, buste sterili per gli effetti personali e gli immancabili termometri ad infrarossi e le soluzioni igienizzanti. Qui sono i costi dei prodotti ad aver causato i rincari e magari una forma di autodifesa essendo uno degli ambiti del commercio più a rischio. Parliamo invece di chi i prezzi non li abbassa, anche se offre la metà dei servizi: le grandi palestre e i centri fitness. Ovviamente parliamo delle grandi catene, quelle con strutture immense, dove saune e centro benessere rimarranno interdette per lungo tempo. Ebbene qui la quota mensile non è cambiata di un centesimo, ma le condizioni sono talmente sfavorevoli che molti degli iscritti rinunceranno all’abbonamento: la prenotazione è d’obbligo e non si può rimanere più di un’ora; non si possono usare docce e sostare nelle zone ristoro; divieto di ingresso nelle zone più “ sensibili “…. insomma ci si aspettava uno sconto non indifferente, soprattutto per facilitare l’arrivo di nuovi iscritti dopo la stasi della quarantena .

Ricordiamo la legge dell’economia su domanda ed offerta: in questo caso abbiamo un’elasticità della domanda, che varierà la sua curva in base al prezzo. Ricordiamo inoltre che durante la quarantena anche i “grandi consumatori “ hanno imparato a non spendere per le cose non indispensabili. Se si facilitasse il potere d’acquisto, ne beneficerebbero tutti. Ragioniamo anche su questo.

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