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IL DONO DELLA SINTESI.

Curiosità letterarie in prosa e poesia.

C’è una poesia che tutti noi sappiamo a memoria fin dai tempi della scuola e non perché ci piaccia particolarmente o perché sia più famosa e bella delle altre, ma semplicemente perché è la più corta che abbiamo mai studiato; parliamo di “Mattina” di Giuseppe Ungaretti, forse più conosciuta come “M’illumino d’immenso”.

Ma pochi sanno che il primato per aver scritto la poesia più breve della storia spetta ad un altro italiano, Franco Fortini, con la sua  “Carlo Bo”, titolo col nome dell’uomo a cui il poeta l’ha dedicata e costituita solo da due lettere: “NO.” Questa poesia si trova nell’opera “L’ospite ingrato”, del 1966.

E se volessimo sapere quale è il racconto più corto? 

La ricerca sarebbe molto più difficile: si dice che Ernest Hemingway, per scommessa al bar con gli amici, scrisse una storia di sole sei parole:“For sale, Baby shoes, Never worn” (In vendita, scarpe da bambino, mai indossate); in realtà la storia era già apparsa su alcune testate qualche tempo prima. 

 Umberto Eco invece affermava che lo scrittore guatemalteco Augusto Monterroso ha scritto una volta quello che viene considerato il racconto più breve di tutta la letteratura universale: “Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí”. (Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì).

L’arte della sintesi? Come arrivare alla semplicità senza cadere nel semplicismo. (Candida Riva, pittrice)

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