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IL COLOSSEO TORNA A DARE SPETTACOLO

In un momento in cui gli spettacoli dal vivo stanno attraversando la crisi che tutti conosciamo a causa della pandemia, la notizia che il monumento più importante tornerà presto ad esserne contenitore ha un valore ancora più grande.
È stato infatti selezionato il progetto di massima per la riqualificazione dell’Anfiteatro Flavio, da tutti conosciuto come Colosseo (anche se pochi ne conoscono il motivo, ovvero la sua vicinanza al Colosso di Nerone, statua imponente voluta dal l’imperatore incendiario poi spostata ed infine distrutta), che consiste nella realizzazione di un pavimento in legno alla stessa quota in cui originariamente lottavano gladiatori e bestie feroci.
“Una struttura estremamente leggera e completamente reversibile” assicurano i progettisti di Milan Ingegneria, la società veneziana che ha vinto, in gruppo con altri specialisti, il bando di gara lanciato da Invitalia per la realizzazione dell’intervento.
“Un progetto ambizioso che aiuterà la conservazione e la tutela delle strutture archeologiche recuperando l’immagine originale del Colosseo e restituendogli anche la sua natura di complessa macchina scenica” lo definisce il ministro della cultura Franceschini.
Il nuovo piano di calpestio sarà costitutito da pannelli mobili realizzati in protruso di carbonio e rivestiti in legno di Accoya, un materiale artificiale utilizzato per aumentarne la resistenza e la durata. I pannelli saranno mobili per consentire sia l’arieggiamento che la visibilità delle zone ipogee.
Si passerà ora alla fase esecutiva del progetto e poi alla gara per l’affidamento dei lavori; per vedere l’opera completata dovremo attendere la fine del 2022 o inizi del 2023.
Sicuramente ci troviamo difronte ad un’opera importante e che incontrerà sia consensi che critiche come ogni intervento su monumenti storici. La prima critica è già partita e riguarda i materiali che saranno utilizzati; tra i motivi della sostenibilità del progetto è stato dichiarata che grazie all’utilizzo di fibre di legno trattate non si dovranno abbattere essenze pregiate, sinceramente un po’ debole come motivazione.
Siamo comunque fiduciosi che l’intervento riqualifichi il simbolo di Roma nel mondo del quale saremo ancora più orgogliosi.

Billy Castle

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