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Giornata internazionale dell’infermiere, intervistiamo un’addetta ai lavori.

Finita la fase emergenziale nazionale, non si può dire lo stesso per un infermiere che ogni giorno vive in corsia e quindi lo stato di emergenza è la sua quotidianità, oggi ricorre la giornata internazionale a loro dedicata, abbiamo pensato di fare qualche domanda ad un’addetta ai lavori, ad una donna che da molti anni svolge questo mestiere con passione e dedizione, una vocazione vera e propria nata attraverso la visone di un cartone animato.

Rosella Venturini nome conosciuto bene nella comunità capenate svolge il ruolo di Capo sala presso il reparto di ginecologia all’Ospedale Agostino Gemelli dove oggi è prevista un’iniziativa a loro dedicata in vista del congresso nazionale itinerante “OVUNQUE PER IL BENE DI TUTTI”

Oggi è la festa internazionale degli infermieri cosa farai di diverso per questa giornata? “Nulla vado al lavoro come ogni giorno, forse più motivata del solito perché credo in questo lavoro che richiede molto ma ricambia in termini di umanità”

L’infermiere rappresenta in qualche modo il contatto diretto con i pazienti e il sistema sanitario, cosa rappresenta per te questo ruolo? “Nella mia struttura gli infermieri hanno assunto un ruolo importante sia nella clinica che nella ricerca, il nostro ruolo rappresenta in maniera davvero completa il riferimento diretto per il paziente e i suoi familiari, accudiamo i loro corpi passatemi il termine capite quanto può essere intenso questo legame seppur passeggero che si crea in quei passaggi di vita importanti per una persona.”

Come hai vissuto il periodo di “emergenza sanitaria” causato dalla pandemia? “All’inizio ho avuto un po’ di paura, eravamo spaventati nessuno sapeva bene cosa poteva rappresentare questo virus e se saremmo stati all’altezza della situazione oscura a tutti, medici ed infermieri. Poi abbiamo affrontato la realtà come sempre, ci siamo rimboccati le maniche lavorando senza sosta con tutti i limiti, i rischi e le difficoltà che potete immaginare, perché ovviamente non siamo immuni al Covid e avendo il contatto diretto con le persone che avevano contratto il virus ci siamo ritrovati a fare turni estenuanti senza mai lasciare indietro nessuno, perché questo è il nostro lavoro.”

Come è la situazione attuale oggi, rispetto alla pandemia? “Direi che la situazione è piuttosto tranquilla, gestiamo in maniera regolare i pochi anzi pochissimi casi di Covid. Quello che più mi preoccupa sono invece i casi oncologici, in continua crescita anche a causa della pandemia che ha rallentato moltissimo gli screening e i controlli preventivi”

Il tuo lavoro a volte ti mette a dura prova, come scarichi la tensione? “Correndo, ogni giorno indosso le mie scarpe e corro questo è l’unico modo che ho per scaricare la tensione, la sofferenza e il dolore che incontro quotidianamente, mi ridanno la carica e il giorno dopo sono di nuovo in corsia accanto ai miei pazienti”

Rosella oltre la sua corsia corre anche nelle case dove sa che c’è bisogno di lei, lo fa come una vera e propria missione riuscendo ad infondere in che ne ha bisogno il giusto coraggio per affrontare le difficoltà.

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