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FILACCIANO, LUOGO DELL’ANIMA

Molti di noi, prima o poi, avvertono impellente il bisogno di avere un luogo dell’anima, un posto tutto nostro nel quale perderci, nel quale riflettere sul senso della vita, in cui dare spazio ai ricordi, piacevoli o dolorosi che siano. I luoghi dell’anima sono caratterizzati dal silenzio e dalla solitudine: solo in questi contesti possiamo metterci in ascolto di noi stessi, della nostra interiorità, del nostro sentire più profondo. I luoghi dell’anima non sono per tutti: solo chi ama la solitudine li cerca, soltanto coloro che hanno il piacere di stare in compagnia di se stessi, nel bene e nel male, avvertono la necessità di rifugiarvisi.
Se vi riconoscete nella tipologia di individuo che necessita di un luogo dell’anima per fare i conti con se stesso, ma vi rendete conto di esserne sprovvisti, ebbene oggi ve ne suggerisco uno io: Filacciano.
Filacciano è un piccolo paese situato sulla riva destra del Tevere, a circa 50 chilometri a Nord di Roma, e occupa la sezione orientale dell’antico Ager Capenas, il territorio che si distende ai piedi del Monte Soratte e che tanti secoli fa ha visto la dominazione dell’antico popolo dei Capenati. Per arrivarci si percorre la via Tiberina fino al bivio di Nazzano, dopo di che, a circa 3 km, si materializza ai nostri occhi questo minuscolo gioiello dell’urbanistica medioevale. Ad accompagnarci all’ingresso del piccolo borgo è un lungo viale alberato, che in questa stagione ci offre un’intensa fantasmagoria di colori, una straordinaria galleria variopinta, che va dai toni del marrone a quelli del beige, da quelli dell’oro a quelli del rosso.


Varcato l’arco d’ingresso al centro storico, che immette su Piazza Umberto I (una piazza rettangolare che conserva ancora intatta la sua struttura rinascimentale), ci si para davanti l’imponente Palazzo Del Drago, una maestosa costruzione risalente al Rinascimento, che vede nella torre merlata l’elemento più antico, risalente forse all’XI secolo. Palazzo Del Drago domina incontrastato lo sperone roccioso sul quale si sviluppa l’intero borgo. La parte più antica del centro storico, che presenta uno sviluppo longitudinale detto “a fuso”, è quella che si dipana lungo l’asse viario centrale, chiamato Filo Castello, che si delinea proprio dopo l’arco al vertice della scalinata d’ingresso al palazzo nobiliare e che, penetrando nel cuore del paese, finisce in una piazzetta dalla quale si avviano, in direzioni opposte, altre due strade, via Borgo di Sotto e via del Pozzone, che sembrano voler abbracciare il centro storico, ricongiungendosi proprio davanti Palazzo del Drago e formando così una sorta di anello.

Da via del Pozzone si può ammirare un paesaggio mozzafiato: una vista a 180° sulla valle del Tevere, verso la quale discende il bellissimo parco Del Drago, delimitata all’orizzonte dai monti della Sabina, punteggiati da tanti piccoli paesi. Su via Borgo di Sotto, invece, si aprono dei piccoli vicoli, detti “contrade”, che, assecondando il naturale declivio del terreno, ci offrono una finestra su un altro bellissimo scorcio paesaggistico: le colline di Torrita Tiberina.
Le origini di Filacciano affondano le radici in tempi remotissimi. Si discute ancora sull’eziologia del nome. Secondo alcuni potrebbe derivare da Felicianus, un console romano, oppure da Faliscianum o Faliscanum, aggettivi riferiti alla popolazione dei Falisci, in epoca pre-romana confinante con i territori dei Capenati. Secondo altre ipotesi, a dare il nome a questo luogo potrebbe essere stata una famiglia romana, detta Flaccus, che aveva qui una villa. Ma il primo documento ufficiale che attesta l’esistenza di Filacciano risale all’VIII sec. d.C., nel quale si fa riferimento ad un insediamento rurale, il Fundus Flaccianus, che poi intorno all’anno 1000 ha subito il processo di incastellamento, passando quindi da insediamento rurale ad un vero e proprio borgo strutturato secondo i caratteri urbanistici dell’epoca.
Fino all’anno 1000 il feudo di Filacciano era legato probabilmente all’abbazia di Farfa e solo a partire dal XIV secolo il paese comincia a far parte dei possedimenti degli Orsini. Nel XVI secolo a governare il borgo arrivano i Naldi della Bordissiera, che poco dopo cederanno il potere ai Muti Papazzurri, che governeranno Filacciano fino alla fine del XVII secolo, mentre all’inizio del XVIII secolo arriveranno i Mauri e per breve tempo i Ferrajoli. E’ alla metà del XIX secolo che i beni di Filacciano verranno acquisiti dai principi Del Drago, che sono gli attuali proprietari del palazzo omonimo.
Filacciano è un borgo che racchiude in sé bellezze storiche e paesaggistiche, è un luogo dell’anima da visitare assolutamente, soprattutto in questa stagione, che ne esalta la magia dei colori e il ieratico incanto dei silenzi. Una volta arrivati, perdetevi tra le sue vie e mettetevi in ascolto! La sua atmosfera crepuscolare vi parlerà di voi.

Mara Alei

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