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Fatevi trasportare questa sera dall’emozione dei “Fratelli Incollatori”

La processione più suggestiva del paese, la più cara per l’Associazione dei “Fratelli Incollatori” che ricordiamo si occupano di ogni festa relativa al trasporto delle immagine sacre, ma questa ha un sapore diverso è un’altra cosa, un’altra storia. Se dovessimo fare un paragone calcistico potremo dire che tutte le partite sono avvincenti ma il derby Roma e Lazio è a se proprio come l’incontro del 14 sera è una storia a parte è un abbraccio che ti prende e ti trasporta e pensate vale un intero anno.

Vorrei raccontarvi intanto cosa è questa corsa sfrenata e questo abbraccio fraterno, a Capena vi sono due versioni: la prima narra della perdita di Gesù nel tempio all’età di 12 anni e dunque la corsa rappresenta la gioia della madre e del figlio nel vedersi quindi l’abbraccio nel ritrovarsi, l’altra forse anche più naturale visto il giorno in cui cade ricorda l’assunzione di Maria in cielo che al termine della sua vita terrena, secondo il dogma della fede cattolica andò anima e corpo in paradiso, dunque anche in questo caso rappresenta finalmente l’incontro della madre con suo figlio e la gioia di poterlo riabbracciare di nuovo.

A Capena la versione più sentita è quella del ritrovamento del bambino nel tempio ma in questo posto magico per una sera quello che accade sono le emozioni che arrivano e che riescono a mandare gli “incollatori”, una tradizione vecchia e antica la loro che parte dalle famiglie storiche di questo paese per poi allargarsi anche alle nuove generazioni e a tutte quelle persone che si sentono parte di una comunità dove le tradizioni e il senso di appartenenza sono dure a morire (per fortuna).

Quest’anno l’emozione è ancora più forte perché si torna a correre dopo due anni di stop, il covid è riuscito a sospendere tutto e forse a far sentire ancora di più la nostalgia per questi momenti, ci sono tante assenze che peseranno e non saranno solo degli incollatori che non ci sono più ai quali inevitabilmente va il pensiero come il mitico Olimpio, ma anche le tante persone che correvano dietro e che non hanno mai mancato nessuno appuntamento, “come dimenticare Lella stava la dietro a noi sempre” mi dice Franco il Presidente dell’Associazione ma anche tutte le persone che sono sempre tornate dalle vacanze o partite dopo il 14, perché questa è la sera dove nessuno può mancare.

IL PRESIDENTE Franco è emozionato durante la cena “segreta” e prima di andare a prendere San Salvatore parla ai suoi ragazzi, soprattutto ai più giovani più carichi che mai , gli chiede di mantenere calma ed equilibrio e affida ai più “anziani” la saggezza del momento speciale. Gli chiedo come Presidente dell’Associazione di spiegarmi cosa rappresenta per lui e per tutti loro questo giorno, mi dice commosso : “ indubbiamente è la festa che sentiamo più nostra ma è di tutto il paese, non ringrazieremo mai abbastanza chi partecipa, chi viene ad assistere e le nostre Donne, le mogli, le mamme, le sorelle, le zie che ci supportano sempre in ogni modo anche correndo dietro di noi, a tutte loro il nostro ringraziamento e l’abbraccio più grande”

ALCUNI ANEDDOTI DEGLI INCOLLATORI: Durante la cena ho scambiato un pó di chiacchiere con alcuni di loro, per raccogliere qualche aneddoto e curiosità, dunque dovete sapere che gli incollatori hanno dei riti che ripetono, quelli che portano la madonna “fanno la pipì in un posto segreto sempre prima di partire” quelli che accompagnano San Salvatore bevono alla fontana antica di piazza del popolo e “fanno la pipì in un posto segreto” . Il giorno dopo chiamano la processione “l’addolorata” perché hanno i dolori della corsa del giorno prima.

Armando D’innocenti storico incollatore della madonna , prima dell’incontro si allenava per circa un mese nella vigna: “mettevo una trave di cemento e se il tempo era brutto facevo le prove in cantina dove ho una grotta con le scale” . Alberto, Giuseppe e Andrea si fanno fare il nodo alla cotta da Antonio insomma ognuno come può ripete quei gesti abitudinari che ormai fanno parte del loro vivere. Massimo vorrebbe cedere il passo ma poi mi dice: “Non possiamo mollare la barca se non c’è chi governa il timone e la vela quindi siamo qua e non ci tiriamo indietro finché serve”.

Non vi preoccupate “incollatori” anche noi siamo qua e faremo la nostra parte, le assenze non ci saranno finché sentirete le mani di chi corre dietro di voi poggiarsi sulle vostre spalle.

Intanto appuntamento a stasera come sempre, forza ragazzi!

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