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Eroi senza mantello

Iniziamo il 2020 con una notizia di buon auspicio che arriva da uno dei paesi più poveri al mondo, il Malawi, stato dell’Africa sudorientale nel quale circa tre quarti della popolazione vivono con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno. 

E proprio questa condizione porta ad un elevato numero di matrimoni infantili, nei quali spose bambine sono costrette a sposare uomini adulti per migliorare la loro condizione di vita.

Ma accade che all’improvviso arriva una donna che, nominata capotribù, decide di proibire i matrimoni infantili e di far tornare le ragazze tra i banchi di scuola; e tutto cambia.

Parliamo di Theresa Kachindamoto che una volta eletta leader tribale del distretto malawiano di Dedza nel 2001, eletta in modo del tutto inatteso anche per lei, ha annullato migliaia di matrimoni di spose bambine (e in numerosi casi anche di sposi bambini) e ha rimandato le ragazze a scuola.

Kachindamoto, la cui autorità si estende su circa 900.000 persone, ha abolito i matrimoni infantili attraverso nuove leggi, visto che la mentalità locale era dura da modificare; infatti ha ricevuto e riceve molte proteste da parte di genitori oltre addirittura a minacce di morte.

Ma Theresa non si è fermata, anzi, ha licenziato quattro suoi sottoposti responsabili di località in cui i matrimoni infantili erano ancora praticati nonostante tutto.

Theresa sta anche cercando un modo per sovvenzionare l’istruzione delle bambine quando i genitori non possono permetterselo.

“Istruire le bambine, istruire l’intera regione… istruire il mondo” ha spiegato.

Si perché il fenomeno non riguarda solo i paesi del cosiddetto terzo mondo; il problema esiste anche nei Paesi ad alto reddito. Senza allontanarci troppo, nel 2017 nell’Unione Europea solo quattro Paesi non tolleravano alcuna eccezione all’età minima di 18 anni per contrarre matrimonio: secondo quanto riportato dall’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa in Albania i matrimoni in cui la sposa è minorenne sono il 10%, in Serbia l’8%, in Macedonia il 7% e in Bosnia il 4%.

Quale migliore occasione dell’inizio di un nuovo anno e di un nuovo decennio per un messaggio di cambiamento così importante.

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