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E se il 2022 fosse un articolo?

Oggi si chiude l’anno, cala il sipario su un altro giro completo fatto dal nostro pianeta intorno al sole.

Cos’è successo in questi lunghi giorni è presto detto: un bordello! Tanto in Italia quanto nel mondo.

Tensioni internazionali, fantasia al potere, buoni descritti come cattivi e cattivi raccontati come vittime, qualche evento climatico estremo, colpi di stato tentati, altri riusciti, guerre, mondiali giocati d’inverno (l’importanza di una virgola, pensa se fosse stato “guerre mondiali giocati in inverno”…), centrodestra con la maggioranza parlamentare, donne italiane “per la prima volta premier” per giornalisti che non sanno che il premierato non è una figura istituzionale prevista dal nostro ordinamento, fermo restando che il problema non è nemmeno troppo il non saperlo quanto invece il non informarsi in merito, specie se si fa informazione per mestiere, e tante altre robe.

Proviamo a ricordarle. In modo didascalico, senza pretese di completezza.

Intanto, a gennaio, Burkina Faso, Sudan e Kazakistan si scoprono palcoscenici di qualche tensione politica niente male. Che dire, ottimo antipasto.

A febbraio Putin riconosce le Repubbliche Popolari del Donbass e, di fatto, dichiara guerra all’Ucraina e fa la voce grossa con la NATO.

Marzo ci lascia in pace, almeno qua da noi, ma ad aprile scopriamo che Macron è di nuovo eletto presidente della repubblica di Francia. L’idea di liberarsi della politica al retrogusto di naftalina tanto cara ad una certa narrazione ancora non è matura. Pazienza.

A maggio si è votato in Colombia. In Colombia, capite! Elezioni democratiche in Colombia: roba da non credere.

A giugno, tanto per smorzare le tensioni, Moldavia ed Ucraina vengono riconosciute ufficialmente come candidate per l’ingresso nell’Unione Europea.

Intanto a luglio, in Giappone, durante un comizio viene assassinato l’ex primo ministro Shinzō Abe. Perché pure in estremo oriente un minuto di notorietà è giusto non negarlo a nessuno.

Ad agosto tutto in ferie. Tutti. Militari, terroristi, politici, virologi, esperti geopolitici e neonazisti. Tutti. Solo i rompipalle social restano in servizio.

A settembre muore la Regina Elisabetta e si svolgono le elezioni qua da noi. Vince la Destra. Perdono la sinistra ed il giornalismo.

Intanto il 29 ottobre, in un attentato preparato dai jihadisti di al-Shabaab a Mogadiscio, in Somalia, muoiono più di cento persone. Pure comprensibile, dai. È quasi un anno che l’Occidente ha trovato un nuovo mostro da sbattere in prima pagina, normale che chi viene abbandonato ci resti male e cerchi di attirare l’attenzione.

A novembre ennesima conferenza sui cambiamenti climatici. Si, ennesimo spreco di denaro pubblico, speso per organizzare una roba che non serve a niente se non fare passerella. Vabbè…

A Dicembre l’Argentina, nel ricordo di Maradona e nel segno di Messi, vince il primo mondiale di calcio giocato in Qatar, organizzato per la prima volta quando in Europa è pieno inverno. Un mondiale strano, indecente per certi versi, visti gli strascichi e le polemiche extracampo dovute ad un’organizzazione poco o nulla attenta ai diritti di lavoratori e minoranze. Qualche giorno dopo muore Mario Sconcerti, un grandissimo de giornalismo sportivo italiano. Poi, per non farci mancare nulla, il Dio del Calcio si porta in paradiso anche Pelé. Dicembre non ama il pallone, o forse lo ama ma non sa dimostrarlo.

Comunque, raccontando il 2022 che ci sta lasciando da gennaio a dicembre, omettendo ovviamente cose per motivi di spazio, con un pizzico di black humor, cercando di essere ironici, sarcastici e pure un poco cinici, noi di Nextdoorpost vi auguriamo di cuore buon anno nuovo.

Al 2023.

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