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Domenico Morelli, la mistica del colore

Inaugurazione della mostra di Domenico Morelli alla GNAM: una lezione di pittura, di colore e di descrizione di un secolo

Roma, Galleria nazionale di arte moderna.

Finalmente si inaugura una mostra dedicata ad uno dei più grandi protagonisti dell’Ottocento, Domenico Morelli.

A quasi settant’anni dalla Mostra di disegni allestita nel 1955 da Palma Bucarelli a Valle Giulia, le opere di Domenico Morelli tornano a risplendere nelle bianche sale della Gnam con un corpus di una trentina di dipinti e 9 bozzetti, 9 sculture, 48 tavolette a olio su legno.

“Il suo percorso artistico, dal verismo storico lo porterà ad aprirsi ad una sperimentazione incentrata sulla ‘macchia’. L’abbandono del verismo storico coincide poi con un mutamento di indirizzo verso soggetti simbolico-religiosi che caratterizzano l’arte della sua maturità.”

Anche Morelli è stato pittore della luce.

Ma di una luce diversa. La luce crepuscolare, quella morbida delle ombre delicate, dei colori tenui .

Quella luce che sfoca i paesaggi in lontananza , ma definisce i soggetti in primo piano.

Quella luce, che tra la confusione delle pennellate vibranti, fa risaltare un fiore di cardo. O una foglia di vite.

Perché si può dire tutto del Morelli, accademico, politico, troppo incline alle “ maniere” dell’epoca.

Ma indubbiamente rappresenta uno degli ultimi romantici di fine ottocento. E scavallò quel secolo portandosi dietro tutto quel pathos iconografico delle scene veriste italiane. Risolvendo peró le composizioni bilanciando pieni e vuoti, chiari e scuri. Nitidezza e indefinizione .

Fondamentale il suo insegnamento sui bozzetti; forse più simili a prove di tavolozze, con pennellate grossolane e veloci, ma che comunque rendono appieno la compiutezza dell’opera. Perché a volte, in pittura, velocità è sinonimo di spontaneità.

E Perché la luce solare non definisce, ma scandisce i volumi.

Morelli impartisce una lezione che la pittura italiana porterà con se per molto tempo. Lo spettatore viene attirato più dall’ armonia delle tinte che dal virtuosismo stilistico.

L’aria stessa di questi paesaggi è intrisa di misticismo: se il Dio di Caravaggio parla attraverso la luce, quello di Morelli lo fa attraverso i colori.

È quindi arrivato il tempo di riscoprire Morelli. E con lui tutti i protagonisti dell’Ottocento italiano.

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