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Denise Pipitone, infranta ogni speranza dopo lo sciacallaggio della TV russa.

Si chiude oggi l’ennesimo capitolo nella ricerca della piccola Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004 anni fa e di cui non si è avuto più traccia: non è Denise la ragazza russa si cui si erano concentrate le speranze di tutti.

Torniamo però indietro di qualche giorno, per chi non avesse seguito il pietoso concatenarsi di eventi che hanno portato oggi alla verità.

Un canale televisivo russo ha mandato in onda l’appello di una giovane ragazza, Olesya Rastova, in cerca della sua famiglia biologica. Una telespettatrice russa residente in Italia, vedendo la trasmissione, crede di scorgere una somiglianza tra la giovane e Piera Maggio, madre di Denise Pipitone.

Allertata la famiglia e il legale della Maggio, Giacomo Franzitta, si scatena un clamore mediatico intorno alla vicenda tale da smuovere prime pagine e salotti televisivi.

Una trasmissione su tutte, “Chi l’ha visto?” dedica ampio spazio alla vicenda, ricostruendo la storia di Denise e riportando fedelmente i fatti, confrontando immagini, storie, ponendo in evidenza punti di connessione e discordanze.

“Chi l’ha visto” però lo fa da anni, ha permesso che la vicenda della piccola Denise non cadesse nell’oblio dando voce a Piera Maggio e al suo legale ogni qualvolta si presentasse una nuova pista. Con scrupolo e professionalità, l’ha fatto.

Non si può dire lo stesso di altre trasmissioni, che si sono buttate su questa nuova pista come avvolti della peggiore stregua.

Ma siccome al peggio non c’è limite, ci ha pensato la TV russa a darci la più brutta lezione di scorrettezza e mancanza di sensibilità che potessimo immaginare, tenendo in ostaggio la verità sul gruppo sanguigno della giovane che, alla fine, ha confermato quello che in fondo tutti sospettavamo: non è Denise Pipitone.

Il silenzio sul gruppo sanguigno della giovane è stato imposto a tutti, fino alla registrazione della trasmissione russa avvenuta ieri, pur di alimentare il pathos e assicurarsi un boom di telespettatori.

Franzitta, legale di Piera Maggio, aveva scelto la strada dell’interlocuzione con l’emittente televisiva russa al fine di accelerare i tempi che, tramite vie legali, sarebbero stati assai più lunghi; ha accettato pure di partecipare alla registrazione del programma russo pur di avere in modo tempestivo i risultati del gruppo sanguigno della ragazza. Oggi però si è finalmente squarciato il velo su questo triste teatro con la conferma che Denise e Olesya non sono la stessa persona.

Quello che dobbiamo chiederci oggi è se è mai accettabile che una madre, un padre e un legale che da molti anni segue la famiglia, se tutti loro debbano sottostare alle più becere logiche televisive pur di avere un briciolo di doverosa e legittima trasparenza.

Dobbiamo domandarci se davvero siamo arrivati al punto in cui, in qualsiasi parte del globo, possa essere accettabile che una famiglia venga trattata in questo modo, gente che da diciassette anni (riuscite a rendervi conto quanto siano lunghi?) cerca solo di sapere che fine abbia fatto la propria figlia.

Su questo dovremmo riflettere, perché se esistono programmi TV come “chi l’ha visto?”che hanno fatto della ricerca della verità una vera e propria missione (degna del migliore servizio pubblico, checché ne dica Selvaggia Lucarelli) sarà pure ora che si sollevi una condanna senza se e senza ma contro questa televisione spazzatura che trasla il concetto di “realtà” verso quello di “reality”, abituandoci al sensazionalismo e atrofizzando i nostri sentimenti verso il dramma di una famiglia.

A fine trasmissione noi spegneremo la TV, che sia in Italia o in Russia.

Piera Maggio e il padre di Denise continueranno invece la loro battaglia, lontano dalle evanescenti luci della ribalta, con l’appoggio di qualche sparuta associazione e di chi il giornalismo di inchiesta lo fa per davvero.

Con buona pace degli sponsor.

One Comment

  1. olivecrona olivecrona 8 Maggio 2021

    Con dichiarazione pubblica rilasciata tramite video reperibile in Rete, il Procuratore Capo o ex Procuratore Capo di Marsala Dott. Di Pisa ha ribadito di credere nella fondatezza della tesi accusatoria (che non ha tuttavia trovato accoglimento in nessuno dei tre gradi del giudizio conclusosi con l’assoluzione definitiva di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise e imputata per sequestro): Denise è stata, a suo avviso, sequestrata per un movente di vendetta familiare (il padre della Pulizzi, in seguito alla relazione extraconiugale con Piera Maggio da cui è nata Denise, si era allontanato dalla moglie e dalle figlie avute con lei). Il Dott. Di Pisa ha inoltre affermato di ritenere molto probabile che la bambina ritratta in un breve filmato in compagnia di una zingara o di uno zingaro al Nord (Milano) fosse Denise.

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