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Cresce l’aspettativa per il Consiglio Comunale

Come cavalcare l’hype nelle questioni squisitamente amministrative: il consiglio comunale e la vicenda della voragine.

In questi giorni social media di zona sono in fermento. Il Consiglio comunale di oggi desta particolare preoccupazione e grattacapi per la popolazione Capenate. È stato indetto innanzitutto per discutere del Bilancio previsionale del 2021, ma , come’ noto, non è quello a cui tutti anelano. Aspettiamo che la giunta risponda ad alcune singolari interrogazioni mosse da qualche consigliere di minoranza.

Chi di voi capenati non ha avuto modo di ascoltare le azzardate congetture su la cosiddetta “ voragine “ in località portone? Un abisso, un burrone, un via per il centro della terra o un’opera di Julian Beever, che sta provocando malessere, preoccupazione e non un indifferente mole di traffico davanti alle scuole elementari in via del mattatoio.

La buca più famosa di Roma Nord: infatti non è mai successo che giornali con un grande bacino di utenza come il Corriere della sera o il Tempo si interessassero ad un dislivello del terreno come questo.

Si legge ne Il Tempo “ non vorremmo che la voragine in via del Mattatoio sia considerata dall’amministrazione comunale un bene da tutelare ( …) denuncia la consigliera Paganelli (…)per cui secondo le interrogazioni gli operai hanno lavorato solo alcuni giorni ad ottobre .” Oppure ne Il Corriere della Sera che punta il dito sulla limpidità dell’azienda che è stata ingaggiata per condurre i lavori: ”due mesi dopo che la ditta ha ricevuto un’ingiunzione dal tribunale di Roma il Comune Stipula il contratto” ringhia di nuovo la Paganelli.

Sfidiamo ogni singolo cittadino Capenate ad ignorare completamente la storia della voragine: la strada in questione fu eseguita grazie a ad un muto di 800.000 euro richiesto nel 2010 dalla giunta comunale guidata dall’allora sindaco Riccardo Benigni (mutuo che, ad oggi, ancora pesa sulle spalle dei cittadini capenati). Nel 2017 le calamità naturali come l’alluvione e l’incendio misero in seria difficoltà una strada fatta con materiali evidentemente non idonei, tanto da far formare la cosiddetta voragine ( da cui ricordiamo con nostalgia in mezzo ai detriti rinvenuti un motorino di riporto) .

Allorché la neo insediata giunta decise di prendere in mano la situazione vincendo ( e sottolineamo vincendo) un bando di 200.000 euro per i lavori di rifacimento. Tra tempi burocratici e progettuali lo scorso autunno cominciarono i lavori e le conseguenti problematiche che si sono create: il contratto stipulato lo stesso giorno dell’ingiunzione, la mancanza di un bando per l’affidamento dei lavori, gli anticipi elargiti, ma non strettamente dovuti e i ritardi causati ad altri inevitabili fattori.

Sta di fatto che se vi foste voluti fare un’idea bastava farsi una passeggiata: anche se si rimaneva a debita distanza si poteva benissimo capire che il ritardo era anche dovuto all’ intersecarsi dei lavori dell’Acea, che hanno interessato la zona per diversi giorni.

Per quanto riguarda le altre questioni in queste settimane abbiamo ascoltato una e un’unica campana. Le sue grida hanno risuonato per tutto il territorio.

I suoi j’accuse, mascherati da video interrogazioni, hanno provocato una valanga di incomprensioni.

Se davvero teniamo alla tutela del nostro paese e ad accertare la veridicità delle informazioni, cerchiamo di capire meglio la situazione.

Iniziamo a collegarci alle 15 su www. magnetofono.it , nella speranza che ci vengano date risposte definitive e ufficiali: sia mai riuscissimo a venirne a capo.

Francesca Betti, Patrizia Piga

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