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Covid Capena, preoccupa la situazione tra i dipendenti Würth

Da qualche giorno si inseguono le voci riguardo un possibile focolaio all’interno dello stabilimento Würth di Capena.

Se di vero e proprio cluster non possiamo parlare, è innegabile tra i dipendenti dell’azienda stia circolando una buona dose di preoccupazione a causa dell’aumento dei positivi che si riscontra tra loro.

Abbiamo contattato il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) CGIL del sito, Stefano Dogana, il quale ci ha confermato che l’azienda ha sempre rispettato il protocollo concordato con il sindacato al fine di mantenere un alto livello di sicurezza sul posto di lavoro e scongiurare le possibilità di contagio. A fronte però dell’aumento dei casi di positività tra i dipendenti, Dogana riferisce inoltre di aver richiesto misure ancora piu stringenti all’azienda per scongiurare il dilagare del virus.

Il sindacato ha ottenuto che si effettuasse un controllo a tappeto tra i dipendenti grazie al tampone rapido (controllo che ha avuto luogo presso il drive in di Capena due giorni fa) e che l’azienda garantisse il rimborso per i dipendenti che invece si erano sottoposti al tampone molecolare.

Ha richiesto inoltre una maggiore sanificazione delle superfici e degli spazi interni allo stabile e che venga attivata una pulizia straordinaria anche nel fine settimana.

Ricordiamo come i dipendenti degli uffici siano tutt’ora in smart working, mentre il problema dovrebbe quindi riguardare il settore della logistica.

L’addetto alla sicurezza del centro ci conferma infatti che il punto vendita è tuttora aperto e funzionante, ma ci tiene a sottolineare come nessuno possa accedere senza un preventivo controllo della temperatura e un permesso accordato dall’interno.

Aspettiamo quindi nuove evoluzioni e teniamo sotto controllo la situazione, che sembra aver preso una brutta china proprio nel periodo che chiudeva il mese di marzo. In quest’ottica sarebbe interessante sapere se la variante inglese del virus stia avendo un peso nell’aumento dei contagi in questione: la CGIL di Bergamo ha recentemente sottolineato come proprio questa variante sia quella che sta prendendo piede nelle aree logistiche delle aziende.

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