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Ciò che suscita la morte di Lisa Montgomery

Un’altra detenuta giustiziata. Ma cosa c’è di diverso stavolta? Solo l’amaro epilogo di un sistema legislativo che fa acqua da tutte le parti.

Diciamo la verità: Lisa Montgomery è semplicemente un’altra vittima del sistema legislativo statunitense. Perché ha compiuto un crimine efferato quando nel 2004 strangolò Bobbie Jo Stinnet, per poi aprirle la pancia per asportare il bambino che portava in grembo. Una donna con gravi danni cerebrali e problemi psichiatrici, incapace di intendere e di volere. Ma non secondo la corte. Venne arrestata quasi subito e i giudici, verso la fine del 2007, la dichiararono colpevole e la condannarono a Morte. La sentenza venne poi confermata in appello, ma per anni è rimasta sulla carta: i governi di George W. Bush prima e di Barack Obama poi avevano deciso di sospendere le esecuzioni. La moratoria venne spezzata il 25 luglio 2019 dall’allora ministro della Giustizia, William Barr, su ordine di Donald Trump.

Ricordiamo che in 29 su 50 Stati della federazione americana si applica la pena di morte: in alcuni è redatta solo per reati eccezionali, in altri non si applica da almeno 10 anni, in altri ancora è prevista una moratoria.

Lisa Montgomery è la prima donna dopo settant’anni ad essere giustizia a livello federale. Ed è questa la cosa che fa risuonare la notizia.

Quindi ne facciamo una questione di genere? Se fosse stato un qualsiasi altro omicida non avrebbe avuto questa cassa di risonanza? Cerchiamo di guardare la cosa dal verso giusto: è stata giustiziata una “persona” con evidente infermità mentale, per un “ritardo” burocratico. Eh si, se si fosse già insediato il neo eletto Biden ( schierato contro la pena di morte) tutto questo non sarebbe accaduto. E Lisa Montgomery ora sarebbe in una struttura di contenimento a scontare la sua pena.

Ma in America si sa si svolge tutto sul filo del rasoio. E anche la vita dei detenuti è soggetta ai cambiamenti politici.

Fortunatamente possiamo guardare la vicenda a debita distanza, azzardando anche qualche commento inopportuno: a noi non accadrà mai tutto questo. Ci siamo liberati di quella zavorra tanto tempo fa, non torneremo di certo indietro.

“Ovunque viene comminata la pena di morte, domina la barbarie, ovunque la pena di morte è rara, la civiltà prevale.” Victor Hugo

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