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Chi ha visto Caravaggio.

Ritrovamento del ”Ecce Homo” a Madrid. Senza smentite, senza se e senza ma: è Caravaggio

Ieri la puntata di Chi l’ha visto ha spezzato il cuore a parecchi Italiani. Denise Pipitone non è stata ritrovata. Non era lei quell’ algida ragazza che cercava sua madre dagli studi televisivi russi. Forse tutti nel profondo ci speravamo, ma sapevamo che era troppo bello per essere vero: questi colpi di fortuna accadono troppo raramente.
Ma contemporaneamente alla delusione della scoperta di ieri sera un’altra notizia si insinuava tra i media italiani e proveniva dai nostri vicini e cugini spagnoli: presso la casa d’aste Ansorena tra le centinaia di opere che avrebbero dovuto andare in vendita oggi 8 aprile a Madrid, era spuntata una tela nel catalogo con il numero 229. Il riferimento in didascalia indicava “della cerchia di José de Ribera”, misure 111 x 86 cm, prezzo base 1.500 euro. Soggetto: un “Ecce Homo”. Il quadro viene immediatamente ritirato perché occhi esperti si sono accorti che quella tela covava qualcosa di speciale.

Questa volta nessuno dubita: quell’“Ecce homo” è Caravaggio.

Lungi da noi paragonare il ritrovamento di una bambina persa da 17 anni con un’opera d’arte. Ma forse Federica Sciarelli in questo ha ragione: abbiamo bisogno di buone notizie, ora più che mai. E il ritrovamento di un vero Caravaggio rende giustizia all’Italia Tutta. Perché Caravaggio è l’artista trasversale di tutta l’Italia: è nato in provincia di Milano, ha lavorato a Roma , poi è scappato a Napoli in Sicilia e a Malta, per poi morire a Porto Ercole. È morto a 39 anni e le sue opere sono state oggetto di trafugazioni, rapimenti con riscatti, probabili incenerimenti. Forse l’opera che più di tutti manca all’appello è la Natività di Palermo, la famosa tela trafugata dalla Mafia 52 anni fa, diventata un mito per tutti gli storici e gli amanti dell’arte.
E quindi questa notizia giunge come un fulmine a ciel sereno. Riporta un po’ di speranza anche tra le persone che non seguono accanitamente le intricate vicende artistiche.
Di questo Ecce Homo sapevamo che lo avesse dipinto per il cardinale Massimo Massimi, passato poi nelle mani del viceré spagnolo di Napoli, García de Avellaneda y Haro, e che lui si era portato in Spagna nel 1659 .
Sapevamo anche quando : nel 1606, in contemporanea con un suo capolavoro, la “Madonna del Rosario”, dipinta a Napoli e oggi conservata al Kunsthistorishes Museum di Vienna.
Dove finirà questa tela ? Sicuramente non uscirà dalla Spagna, probabilmente finirà al Prado accanto alla sua contemporanea Salomè. Un’altra eccellenza italiana che torna a contraddistinguerci in giro per il mondo.
Si è sbagliato paragonare il ritrovamento di un’opera a quello di un essere umano, ma mai quanto speculare sopra ad una madre che cerca la figlia come hanno fatto i mass media Russi.

E la delicatezza con cui trattiamo certi argomenti è la stessa con cui i nostri grandi artisti utilizzavano il pennello. Questo ce lo dobbiamo ricordare

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