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Che fine faranno le dosi in eccedenza di AstraZeneca? Figliuolo ha una risposta per tutto.

Se nel cuore della notte vi svegliate all’improvviso con una domanda insistente che vi penetra il cervello fino a togliervi il sonno, niente paura: cercate su Google e il generale Figliuolo vi darà la risposta.

Sul serio. Ha una risposta per tutto, quell’uomo.

Da ieri si è deciso per uno stop perentorio alle somministrazioni di AstraZeneca per chi ha meno di 60 anni.

Stando alle parole del commissario, però, entro settembre sono previste in arrivo altre 15 milioni di dosi di questo vaccino; va da sé che le dosi in questione verranno riservate esclusivamente agli over 60 per prima somministrazione e richiamo.

Viene spontaneo domandarsi che fine faranno i vaccini in eccedenza, considerato il fatto che una buona fetta di pazienti è stata sforbiciata a favore di Pfizer e Morderna.

Certo, per chi (come me) ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca, ora le domande da porsi sarebbero molte.

I dubbi,le perplessità, qualche timore.

Se però (come me) venite da una famiglia in cui non c’è mai stato troppo tempo per le chiacchiere sui massimi sistemi, ecco che il problema dello spreco torna ad emergere e va a finire che si ripropone anche alle 4 del mattino. Mia nonna, d’altronde, si svegliava presto per decidere come utilizzare a pranzo gli avanzi della sera prima. Forse noi sarde ce l’abbiamo congenita la paura dello spreco.

Per fortuna, ieri sera il commissario Figliuolo ha anticipato le mie turbe notturne dando una risposta.

In un epoca in cui i tentennamenti e le insicurezze sembrano essere il leit motiv delle nostre esistenze, lui non rincorre le paure.

Le anticipa e le disinnesca.

Con buona pace della Murgia che ancora trema spaurita davanti alla divisa del prode condottiero.

Le dosi di AstraZeneca che avanzeranno saranno quindi destinate al Covax, un’organizzazione per la distribuzione equa in tutto il mondo dei vaccini anticovid.

Il covax fa parte di un programma di cooperazione globale lanciato ad aprile del 2020 dall’OMS con lo scopo accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione in modo equo dei test diagnostici, dei trattamenti e dei vaccini per il COVID-19.
Ecco quindi come saranno impiegate le dosi che, ormai disponibili, risulteranno comunque eccedenti qui in Italia.
Secondo il generale Figliuolo la decisione di interrompere AstraZeneca per gli under 60 avrà inevitabilmente delle ripercussioni, ma ha assicurato che sussiste la “sostenibilità logistica” per cambiare il piano vaccinale in corsa e destinare poi le eccedenze ai paesi Covax, dove saranno utilizzate secondo le “prescrizioni sanitarie previste in quei paesi“.

Ora, sarà che in tempi di guerra abbiamo tutti bisogno di essere tranquillizzati, ma a me la questione della “sostenibilità logistica” e dei “paesi covax” ha fatto lo stesso effetto che faceva su mia nonna il timballo del giorno dopo: te lo fai andare bene e, pure se ne è venuta fuori una mezza pecionata, lo butti giù con un filo di malcelato compiacimento finale.

Con buona pace della Murgia, ma si sa: non tutte le sarde hanno la maturità di  capitolare davanti al timballo.

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