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Sapete qual è il colmo? Alcune famiglie pagano ancora la retta del nido (e magari anche la baby sitter).

Il nostro governo ci sta aiutando in tutti i modi possibili: sospensione dei mutui, proroghe sui pagamenti delle tasse ,delle assicurazioni e aiuti per gli affitti. Ma sapete qual è veramente il colmo per una famiglia? È pagare ancora la retta del nido. E anche la baby sitter durante il giorno. Questo è sempre stato un argomento scottante in Italia, sia per le quote esose che molti asili privati chiedevano, che per le liste di attesa interminabili. Per i nostri figli abbiamo speso più da zero a tre anni che dai tre ai diciotto ed ora l’ennesima beffa. A molte famiglie la direzione degli asili ha imposto di continuare a pagare quasi l’intera retta ( che in alcuni casi equivale ad uno stipendio base) per sopperire a quelle spese che comunque un istituto privato deve affrontare: l’affitto delle strutture, gli stipendi del personale con contratti a tempo indeterminato, magari qualche eventuale sanificazione. Però hanno onestamente eliminato la mensa e magari anche i controlli di pediculosi.

In un momento così delicato per la popolazione ci aspettiamo che qualcuno faccia chiarezza su questo argomento.

A questo proposito La Regione Lazio proprio ieri è intervenuta con due delibere per stanziare un fondo a sostegno degli asili pubblici e convenzionati e privati, nello specifico di 6.000.000 e di 3.000.000 di euro. Secondo il Presidente Zingaretti questi saranno sufficienti a “garantire e supportare con un contributo straordinario i nidi privati accreditati, affinché alla ripresa dell’anno educativo le famiglie possano usufruire del medesimo servizio e vengano scongiurate le conseguenti ricadute negative a livello occupazionale”. Con un contributo di 100 euro al mese per ogni posto nido autorizzato e accreditato a decorrere dal mese di marzo 2020 fino alla ripresa delle attività educative e comunque non oltre il mese di luglio 2020, si permetterà a queste strutture di andare avanti senza gravare sull’economia delle famiglie.

Pensate 483 strutture che a settembre potranno riaprire i battenti senza nessun problema di sorta. Meno male…Ci eravamo stufati di essere sempre i protagonisti delle barzellette.