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Capena, stadio Leprignano: la svolta definitiva.

Si è finalmente conclusa l’odissea dello Stadio Leprignano; mercoledì 7 ottobre la Commissione di Vigilanza per Pubblici Spettacoli ha concesso la totale agibilità all’impianto. Da ora quindi sarà possibile riempire le tribune, sempre e comunque nel rispetto delle altre norme del momento.

Come è già stato detto e scritto da tempo, la vicenda inizia nel 2015 quando a seguito di verifiche è stato accertato che lo stadio era privo delle dovute autorizzazioni necessarie addirittura per la costruzione.

Curiosamente a pagarne le spese è stato solamente chi attualmente dirige l’ufficio tecnico del Comune di Capena, che oltretutto ha dovuto provvedere alla regolarizzazione dello stadio inaugurato nel 2008 e utilizzato senza la benché minima autorizzazione fino al 2015 appunto.

A seguito dei lavori per la messa a norma, che sono costati circa 250.000€, e del bando che ha affidato la gestione, nell’agosto 2019 era stata convocata la commissione che si era riservata di valutare l’impianto solo a seguito di alcune ulteriori lavorazioni e documentazioni alcune delle quali erano a carico del gestore, che ha dovuto attendere l’esito del ricorso contro il bando per poter essere certo della titolarità; la sentenza e’ stata emessa nel gennaio 2020, dopodiché la pandemia covid ha fermato ogni attività e solo alla riapertura si è potuto riorganizzare la commissione.

Lo stadio Leprignano ad oggi può quindi vantarsi di essere uno dei migliori impianti della provincia di Roma e non solo; la strada per metterlo a norma è stata lunga e tortuosa, gli appassionati di calcio di Capena possono finalmente goderselo, fermo restando le direttive che arriveranno dal nuovo DPCM che sembra voler fermare di nuovo gli sport di contatto a livello amatoriale, tra cui lo stesso calcio ed il calcetto, per il quale sarebbe prevista la realizzazione di nuovi campi nell’impianto.

Speriamo che la Giustizia, facendo il suo corso sappia appurare le responsabilità precise di chi ha di fatto ritardato la possibilità di tutti di accedere all’impianto per tutti questi anni, costringendo i Capenati, soprattutto i giovani, a giocare altrove.

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