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Capena, l’Incontro. Il giorno della bellezza raccontato il giorno dopo.

Capena mica è Roma a metà agosto. Nemmeno le somiglia.
Certo, Capena non è Roma mai, nemmeno il resto dell’anno. Però, sarà la vicinanza, la prossimità -non solo geografica-, la contaminazione, il resto dell’anno Capena non è Roma ma comunque la ricorda.

A metà agosto no.

Ci siete mai stati Roma a metà agosto? Avete mai passeggiato per le vie del centro semivuote, magari dopo aver parcheggiato facilmente la macchina invece di averla lasciata su due ruote in un pertugio angusto sul lungotevere? Avete mai provato l’ebrezza di fare Piramide-Ponte Milvio in meno di un quarto d’ora, assaporando ogni metro come fosse una pennellata di bellezza sulla tela dell’anima? Ecco, Roma, a metà agosto, intanto che ti offe tutta se stessa con la solita sfrontata civetteria, permette pure questi miracoli qua.

Capena no. Capena a metà agosto brulica, vive, ride e urla, fa chiasso e si diverte. È piena, straripante, allegra.
E quel messaggio intimista che sa regalare a capenati e forestieri, specie quando i vicoli della Rocca si colorano delle tinte dell’autunno e si ha la fortuna e il desiderio di scoprirli, viene riposto in un angolo del tempo. Pronto a riprendere il suo posto. Che è suo sempre. Tranne a metà agosto.

Capena a metà agosto è gente che si calpesta i piedi perché non sa dove passare e poi si guarda, si scusa e si sorride. È musica ed arte di strada, e cultura e folklore.
C’è il rinnovamento, la bellezza delle nuove frontiere dell’arte, la voglia di proiettarsi avanti, c’è la letteratura che si affaccia educatamente sulla strada, c’è il teatro sui marciapiedi, la musica sulle panchine.
E c’è la Tradizione. Ci sono le radici. Aria popolare e cattolica. L’Incontro. Tra Maria e suo Figlio. Dopo la processione. Prima dei fuochi. Al centro di tutto.

E c’è gente per strada. Tanta gente. Le ferie le organizzi prima o le organizzi dopo il quattordici di agosto se sei di Capena.
Ed è difficile trovare parcheggio, specie nel tardo pomeriggio, che in piazza ci sono tutti.

Mica come a Roma che a cavallo di ferragosto la macchina la metti dove vuoi.

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