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Capena: lenta ripartenza del mercato. Speranze e difficoltà per gli ambulanti.

Continua la nostra inchiesta nel mondo del commercio: Tiziana Felici, venditrice ambulante, ci descrive la situazione attuale.

Chiunque abbia frequentato il mercato di Capena anche solo una volta la conosce senz’altro: Tiziana Felici è una forza catalizzatrice per chiunque si trovi a passare vicino al suo banco, da dove ogni sabato mattina dispensa chiacchierare e risate. Colorata, allegra e spigliata, Tiziana vende abbigliamento intimo con i genitori, che alla sua carica dinamitarda fanno da contraltare con la pacatezza che li contraddistingue da sempre. È una famiglia di commercianti, la loro, che si muove da quarant’anni nel mondo della vendita ambulante sul nostro territorio con professionalità e serietà.

Il 9 maggio il mercato di Capena ha ripreso il via; sull’ordinanza comunale n.10 del 6 maggio è specificato che la ripartenza avrebbe riguardato solo i banchi alimentari.

L’abbigliamento, per ora, è ancora fermo.

Questa attesa sta mettendo a dura prova gli ambulanti che, a differenza di altre categorie, faticano ad avere anche un lieve sentore di ciò che li aspetta nel futuro più imminente.

Tiziana ci spiega proprio questo:

“L’ultimo mercato che abbiamo fatto è stato il 7 marzo. Subito dopo, considerato come si stava aggravando la situazione dei contagi, avevamo deciso di allentare un po’ l’impegno lavorativo prendendoci una sorta di “vacanza” di due settimane per tutelare la nostra famiglia, ma non è stato necessario visto che di lì a poco il decreto ministeriale ha dato lo stop obbligatorio “.

Da quel giorno come è andata?

“Si è creata una situazione difficile. Di fatto, l’unica entrata economica che abbiamo avuto in due mesi sono stati i 600 euro dati dal governo. Ho provato ad elaborare con il commercialista una soluzione di vendita online che potesse andare incontro sia alle nostre necessità di guadagno che ai bisogni dei nostri clienti ma, volendo fare tutto per bene, i tempi della burocrazia non ci avrebbero permesso di partire a breve, anzi”.

Quanti mercati facevate a settimana?

Ne facevamo 4: Monterotondo Scalo, Capena, Passo Corese e Riano. I vigili di Passo Corese ci hanno detto che per ora non ci sono novità per la nostra categoria di commercio, stessa risposta l’abbiamo avuta da parte del sindaco di Monterotondo su facebook.

Giacomo Errico, presidente FIVA (Federazione Italiana Venditori Ambulanti) ha dichiarato “Bisogna ripartire subito con regole rigide. Chiediamo semplicemente che vengano applicate agli ambulanti le stesse regole previste per il settore del commercio. Anche perche tutti gli immunologi sostengono che all’aperto il virus attacca meno, mentre negli spazi chiusi le possibilità di contagio sono superiori”.

Secondo te, è attuabile la vendita all’aperto senza la creazione di assembramenti?

“Assolutamente si. La distanza tra commerciante e cliente è garantita dalla larghezza del banco, almeno un metro e venti. Basterebbe, con l’ausilio di vigili e categorie di volontariato, regolamentare l’afflusso di persone per la durata limitata della mattinata. Non è facile perché il mercato é un punto di convivialità, ma se le regole ci sono si rispettano, come avviene nei negozi al chiuso.

Quale altra considerazione si potrebbe fare per mettervi in condizione di ripartire?

“Vorrei che intanto si desse l’opportunità di ripartire a noi banchi fissi, visto che abbiamo già pagato la quota annuale per l’occupazione di suolo pubblico. Poi in seguito si potrebbero reinserire gli spuntisti, coloro che non stando fissi al mercato versano la quota solo ed esclusivamente se decidono aprire. Vorrei che non fosse necessario fare una divisione, ma potrebbe per ora essere una soluzione per non mettere tanti banchi. Anche se, va detto, nel caso di Capena lo spazio di piazza Civitucola è talmente ampio che non vedo dove sia il problema. Ogni banco, in genere, ha anche delle brande laterali che ci distanziano l’uno dall’altro, quale vicinanza si potrebbe mai creare tra i commercianti?

Dal punto di vista economico che tipo di difficoltà state affrontando?

Il problema non è solo lo stare chiusi, ma il fatto di non essere messi in considerazione di starci come si dovrebbe. 600 euro ricevute in 2 mesi a cosa dovrebbero bastare? Io ho in scadenza un pagamento all’INPS per il 16 maggio, mi è stato spostato il pagamento dell’IVA da metà marzo al 29 maggio. Se avessimo avuto il corrispettivo di quanto guadagnamo ogni mese sarebbe diverso, ma sinceramente se non ci fosse mio padre a darmi una mano come potrei mai pagare? Avrebbero dovuto annullare questi pagamenti, visto che non abbiamo incasso.

Tra i venditori ambulanti, chi subirà secondo te le ripercussioni maggiori di questa chiusura?

Senza dubbio coloro che vendono prodotti stagionali. Alcuni capi di abbigliamento sono legati inevitabilmete alla stagione in corso e alla moda del momento, il rischio è di tenerseli in magazzino nonostante i soldi investiti per acquistarli. Noi che vendiamo intimo, da questo punto si vista, siamo più fortunati: abbiamo molti prodotti continuativi che si prestano ad essere venduti in ogni periodo dell’anno e questa, nello specifico, è una consolazione che nella difficoltà del momento ci fa sentire comunque fortunati.

Tiziana, grintosa e piena di vita, manifesta forte necessità e voglia di ripartire e come lei sicuramente tanti altri ambulanti. Se tenessimo conto del fatto che il che il commercio ambulante genera ogni anno introiti per 45 miliardi di euro, forse avremmo la reale misura di quanto sia urgente trovare una soluzione per la ripartenza rapida e in totale sicurezza, per loro e per i clienti.

La vita del commerciante ambulante non è semplice, è fatta di passione e di fatica fisica, tra banchi da allestire e intemperie da affrontare. È un’esistenza che corre lungo le strade del territorio lasciando dietro di sé il sapore dei tempi andati, in cui il mercato era il punto di ritrovo per compere e chiacchere rilassate. A Capena queste abitudini non le abbiamo mai perse, forse perché il mercato del sabato mattina lo viviamo tuttora come una tappa fondamentale per rallentare i nostri ritmi frenetici.

Ci stiamo impegnando a rispettare le regole per frequentare i negozi tradizionali, possiamo rimodulare anche le nostre vite al cospetto di un mercato mordi e fuggi, purché a questi lavoratori venga data di nuovo la possibilità di ripartire.

Magari con le risate di Tiziana di sottofondo, che dal cuore del mercato si propagherebbero a tal punto da polverizzare qualsiasi malumore nell’arco di 100 metri.

E di questi tempi ce ne sarebbe davvero bisogno.

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