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Capena, il punto sulla “voragine”.

Analizziamo punto per punto le accuse mosse dell’opposizione sulla vicenda voragine.

La trasparenza e la chiarezza sono fondamentali per un’amministrazione comunale. Le ultime incomprensioni sollevate sulla voragine in via del mattatoio hanno messo in discussione queste due caratteristiche, che sono sempre state fondamentali per la Giunta Barbetti.
Soprattutto il one man show ( perché solo così si può chiamare quel teatrino) della consigliera di minoranza Mirta Paganelli, che ha suscitato solo sconcerto e incomprensioni.
Proviamo ad analizzare punto per punto le accuse mosse dall’opposizione, per fare finalmente chiarezza sull’argomento

Il comune è accusato di aver affidato i lavori ad una ditta senza procedere ad una gara d’appalto benché (e una consigliera comunale come la Paganelli dovrebbe saperlo) per la cifra trattata la legge preveda la totale legittimità dell’affidamento diretto dei lavori. Si parla infatti di meno di 150.000 euro, se si scalano le spese progettuali l’Iva, etc. etc.

Nonostante ciò l’ufficio tecnico, per maggiore trasparenza possibile, ha comunque contattato non una, ma tre ditte per avere dei preventivi da confrontare. Tanto più che, un eventuale disavanzo monerario da tali lavori, non sarebbe stato utilizzabile per “tappare altre buche”, come grossolanamente sostiene la consigliera Paganelli nel suo ruspante video: la legge prevede infatti che i soldi tornino in Regione.

Tutto in regola, quindi.

Altro motivo di diatriba sarebbe la presunta richiesta da parte degli uffici della regione Lazio di riavere indietro la somma stanziata per i lavori in oggetto.

Sarebbe assai singolare ciò, considerato che la richiesta si basava in realtà su un errore materiale commesso (e ammesso) dalla regione stessa: benché la cifra dovesse essere stanziata in più fasi, la regione ha erogato subito la somma richiedendola poi indietro a causa della procedura errata commessa. Lo stesso problema si è verificato anche in altri comuni, ma Capena ha chiesto (e ottenuto) di non rimandare indietro i soldi, considerato lo stato avanzato delle procedure per i lavori.

Ancora tutto in regola, quindi.

Altra accusa: il ritardo dei lavori a causa di un danno alla rete fognaria nei pressi del cantiere.

La consigliera Paganelli sostiene che in danno in questione fosse troppo lontano dai lavori in corso da comprometterne la prosecuzione.

In realtà, l’intervento di acea ha riguardato anche una parte dell’area interna al cantiere oggetto di dibattito perché, è bene ricordarlo, i lavori in corso a località Portone rguardano non solo la voragine tanto citata, ma soprattutto il rifacimento della condotta per un lungo tratto di strada.

Ancora tutto chiaro, di nuovo.

Molto criticata inoltre la notizia per cui l’amministrazione avrebbe illecitamente erogato un “acconto” alla ditta esecutrice dei lavori, quando in realtà la legge prevede la legittima possibilità da parte della ditta stessa di richiedere un anticipo di spesa solitamente del 20% (cifra alzata al 30% per tutto il 2020/2021 proprio per andare incontro alle aziende nelle difficoltà sostenute nel periodo attuale).

I lavori sono stati affidati il 17 settembre e si, ci sono stati dei rallentamenti. La pioggia richiede giorni di stop considerando il fatto che si tratta di un cantiere a cielo aperto con massicce movimentazioni di terra; l’emergenza pandemica in corso ha reso difficile reperire le tubature delle dimensioni necessarie all’intervento. È bene però sottolineare come i lavori procedano e a breve riconsegneranno una strada funzionale e sicura alla comunità.

Altra smentita : il cartello era stato posizionato e scritto regolarmente, a differenza delle continue contestazioni della Paganelli.

L’unico dubbio su cui si possono muovere accuse è sul motivo che ha portato la consigliera di minoranza a sollevare tale polemica, basata su notizie inesatte, infondate e, soprattutto, facilmente confutabili.

Ma si sa, le accuse infondate sono prerogativa di alcune persone.
Ma anche questa volta, come in passato, potrebbero rivoltarglisi contro.

Patrizia Piga, Francesca Betti

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