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BUON COMPLEANNO CARLE’

Compie 70 anni Carlo Verdone, attore e regista simbolo del cinema italiano.


C’è stato un tempo, nella storia recente di questo Paese, dove un certo Sergio Benvenuti, rappresentante de “I Colossi della Musica” si poteva spacciare per Manuel Fantoni, un architetto di successo inserito talmente bene nel mondo di Holliwood da conoscere i segreti più intimi delle star americane.E grazie ai suoi racconti abbiamo saputo che John Waine era “frocio”, Burt Rainold “un mandrillo de gnente” e Richard Burton un “alcolizzato totale” che si ubriacava fino a collassare alle feste a cui era invitato.
C’è stato un tempo in cui sulle autostrade di questo Paese viaggiavano Mimmo e la nonna, Furio e Magda.Ed anche Pasquale, da solo, da Monaco a Matera.Per andare a votare.Magari “pe’ i comunisti, perché lui (un ufficiale dell’esercito dall’espressione antipaticissima) l’hanno da caccia’ via!”.
In questo Paese è stato possibile dare del “fascio” ad un maschio alpha che non era “comunista così ma comunista cosìììì!!!”, nonostante avesse due mani che potevano “esse’ fero o esse’ piuma”.
Abbiamo scoperto che basta avere “gli anticorpi coi controcojoni” per potersi permettere di contrarre l’AIDS alle dieci del mattino e “sventrallo pe’ mezzogiorno”, specie se si riesce a rimanere incolumi a dodici sieri fatti dopo essere stati morsi da un’anaconda mentre si era immersi in una palude della Rodesia.
E poi siamo stati in viaggio di nozze a Firenze, ma non per vedere il David o gli Uffizi.Perché l’unico nostro cruccio era quello “de individua’ ‘o stadio!”.
Tutto questo e tanto altro.Forse troppo altro per essere raccontato in un articolo.
Perché nella storia recente di questo Paese abbiamo visto cose surreali ed altre iperrealiste.E ci siamo riconosciuti in qualcuno.Fino ad immedesimarci, fino ad esserlo questo qualcuno.
Grazie al genio di un grandissimo artista.
Che oggi compie, per la seconda volta, trentacinque anni.
Perché dire che ne fa settanta suona strano.Ci fa sentire tutto troppo adulti.
Tanti auguri Carle’, me verebbe da ditte “a stronzo!”, però “nun vorei core troppo”.

Claudio Quaglia

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