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Bambini autistici e il disagio dei fuochi d’artificio

Incidenti domestici, animali terrorizzati, aria inquinata: questi i motivi alla base della consueta battaglia contro l’utilizzo di botti e fuochi d’artificio. Ogni anno, in prossimità del 31 dicembre, si ripropone il problema. Alcune città virtuose hanno da tempo messo un punto definitivo alla questione vietando l’utilizzo dei botti, mentre altre proprio non ci pensano, appellandosi al diritto di festeggiare liberamente con giochi pirotecnici l’arrivo del nuovo anno. L’idea che questo divertimento arrechi forte stress nei bambini (ma anche negli adulti) autistici potrebbe però far retrocedere anche i piú testardi in materia. Il disturbo dello spettro autistico ha tra i suoi sintomi l’ipersensibilità dei sensi, in particolar modo di quello uditivo. I rumori forti e ripetuti creano nelle persone autistiche forte paura, stress, crisi. Questi stimoli esterni così violenti possono causare un disagio tale da portare aggressività, e di conseguenza scaturire in atteggiamenti autolesionisti ed eterolesionisti. Il forte rumore causato dai botti, inoltre, fa salire il livello di cortisolo nel sangue, con la conseguenza di scatenare comportamenti stereotipati. La situazione creata dai fuochi d’artificio è quindi invalidante per le persone nello spettro autistico, e di conseguenza complicata per le loro famiglie, laddove il rumore dei botti crea per ore terreno fertile per un disagio difficile da gestire. Il problema poi non si limita solo alla notte del 31 dicembre, che già di per sé sarebbe grave: l’utilizzo dei botti inizia giorni prima di Capodanno, e spesso si protrae fino all’Epifania. Questo ci da la misura di come, il divertimento di pochi, possa arrecare un danno incontenibile a molti. Ne vale la pena? La risposta è scontata, o almeno dovrebbe esserlo. La speranza è che il buon senso finalmente prevalga, visto che esistono alternative per festeggiare il Capodanno. L’utilizzo di fuochi d’artificio silenziosi infatti permetterebbe di colorare le nostre notti di festa, nel pieno rispetto delle sensibilità altrui. La libertà di festeggiare il Capodanno non si scontrerebbe più con il sacrosanto diritto al benessere delle categorie più sensibili e indifese della nostra società, permettendo a tutti di vivere serenamente l’arrivo del nuovo anno.

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