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Area-cani a Capena, a che punto siamo?

I proprietari di cani a Capena non hanno vita facile e questo avviene da tantissimi anni.
A differenza di alcuni paesi limitrofi, Capena non offre spazi adeguati a chi, quotidianamente, esce a spasso con il proprio animale domestico e vorrebbe farlo sgambettare un po’ in totale sicurezza.
Questo disagio, che per molti potrebbe essere considerato secondario (se non addirittura irrilevante), in realtà non è affatto da trascurare.
Molti cittadini di Capena sono soliti portare i cani (anche quotidianamente) presso le aree attrezzate di Monterotondo, Monterotondo scalo o addirittura fino a Roma; chi adotta o acquista un cane lo fa con lo scopo di garantirgli la migliore qualità di vita possibile e, per gli animali, tutto ciò passa anche attraverso la socializzazione con i propri simili e attraverso le attività all’aria aperta.

Peccato però che, nel momento in cui gli spostamenti tra diversi comuni sono vietati per esigenze legate all’emergenza sanitaria un corso, non sempre è possibile farlo. Senza contare poi che non dovrebbe essere necessario, in un paese di queste dimensioni, doversi rivolgere altrove per un servizio che ormai è di una necessità lampante.


A Capena il problema si trascina da anni, polverizzato sempre dalla necessità di “fare qualcosa di più urgente”. L’attuale amministrazione, attraverso un bando, aveva messo a disposizione dei terreni da destinare a tale scopo ma senza riscontro da parte della cittadinanza.
Quello che sconcerta però è che a Capena non solo manca un’area attrezzata: nel centro urbano non esiste un solo parco pubblico a cui poter accedere con il cane. Non parliamo di sciogliere l’animale e lasciarlo correre, figuriamoci, ma semplicemente di entrare e sedersi con il proprio cane magari dopo una passeggiata.

Il regolamento comunale per la tutela degli animali del comune di Capena recita all’art.1 “Il Comune di Capena riconosce agli individui ed alle specie animali non umane il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ” e aggiunge all’art. 26Chi detiene a qualsiasi titolo un cane dovrà provvedere a consentirgli, ogni giorno, l’opportuna attività motoria“.

Queste parole, però, non hanno ancora modo di trovare un’applicazione concreta, creando notevole disagio. Servono aree protette, recintate e adibite a questo scopo, non si può certo “andare in campagna e sciogliere il cane” a rischio e pericolo dell’incolumità del cane stesso o di qualche passante. Ricordiamo infatti che vige l’obbligo (giustissimo) di portare il cane al guinzaglio.

Viviamo in un’epoca in cui le associazioni di volontariato si prodigano per le adozioni, le sterilizzazioni e lotta al randagismo; non si può e non si deve più considerare il cane come un bene di lusso e solo chi ha una visione miope e anacronistica della questione può continuare ad affermare il contrario.

I proprietari di cani a Capena aspettano risposte chiare e decise sulla questione. Perché se è vero che l’atteggiamento di alcuni proprietari di cani è irrispettoso e porta colpevolmente a sconfinare nelle aree riservate ai bambini, è finita l’ora in cui ci si può nascondere dietro una foglia di fico penalizzando l’intera categoria attraverso cartelli di divieto di accesso ai parchi senza dare le doverose alternative.

Le domande a cui è necessario dare una risposta, in fondo, sono semplici:

  • Ci sono terreni utilizzabili per attrezzare delle aree per i cani? (Sembrerebbe di sì, visto che il Comune era pronto ad affidarli).
  • È possibile per l’amministrazione reperire i fondi quantomeno per bonificarle, recintarle e garantire acqua corrente?

Questi sono i requisiti minimi che un’area del genere dovrebbe avere e di cui dovrebbe farsi carico chi amministra la cosa pubblica, visto che i proprietari di cani sono moltissimi ma non hanno diritto di accesso in alcun giardino del paese.

Perché parliamoci chiaro: se il Comune si fa carico di ciò, le soluzioni per gestire queste aree si possono poi trovare (A Monterotondo scalo sono gli stessi frequentatori del parco a gestirlo e tenerlo pulito). Sarebbe un ottimo modo per garantire zone pubbliche e gratuite per portare i cani a correre (e, visto che non si può accedere ad altri giardini, ci mancherebbe solo che non fossero gratuite queste aree…).

È ora che le istituzioni facciano la loro parte, con impegno progettuale ed economico, affinché si dia una risposta concreta a quei cittadini che, nonostante siano contribuenti come gli altri, per poter usufruire di un servizio sono costretti da anni a rivolgersi altrove.

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” Mahatma Gandhi

One Comment

  1. Raoul Morelli Raoul Morelli 13 Gennaio 2021

    Assolutamente inaccettabile che in un Paese di undicimila abitanti non vi sia un’area dove poter far muovere i cani (e fare un con loro una piacevole passeggiata). È il Comune peggiore del circondario! Io sono costretto ad andare a Monterotondo (quando si può uscire dal Comune!)… e sono 25 km tra andata e ritorno!

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