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Animali feroci e dove trovarli.

Replica agli insulti nei confronti dell’infermiera che, per prima, ha ricevuto il vaccino anticovid.

Grazie a Dio (e alla ricerca) è finalmente partita la campagna di vaccinazione anticovid.

L’inizio della fine di un incubo lungo un anno.

La notizia che ci voleva.
Il lieto evento di cui si sentiva il bisogno.

Parafrasando Gandalf, possiamo finalmente affermare che “la speranza divampa”.

Eppure, nonostante questi giorni dovrebbero essere vissuti come una festa nelle feste, qualcosa non quadra.
Perché viviamo in un’epoca strana.

Come altro definire questo tempo, capace di amplificare fino a rendere chiassose, assordanti, le urla irrazionali di un manipolo di imbecilli?

Imbecilli si.
Come altro definire, altrimenti, il (purtroppo) numeroso popolo di complottisti no-vax che, in questi anni, e negli ultimi mesi in modo addirittura amplificato, hanno trasformato i loro deliri paranoici in vera e propria violenza verbale?

A farne le spese, ieri, è stata Claudia Alivernini, infermiera dello Spallanzani, prima vaccinata contro il Covid in Italia.

“Adesso vediamo quando muori”.
Questo è uno dei tanti messaggi ricevuti da Claudia in queste ore.
Un linciaggio dialettico vile, intriso di ignoranza, superstizione e pochezza d’animo.

Roba brutta davvero.
Al punto che Claudia ha dovuto sospendere i suoi profili social solo per avere un po’ di pace.

La solidarietà della nostra redazione alla giovane infermiera è d’obbligo.

Così come è doveroso prendere una posizione netta contro la stupidità di una minoranza.
Perché, “a ‘na certa”, essere idioti cessa di essere un diritto.

Claudio Quaglia

Foto: Huffington Post

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